Quando la mediazione risolve liti e scontri sociali
di Saverio Cioce
Dieci anni di lavoro per una cooperativa con operatori che gestiscono i conflitti Scuole, vicinato, aree verdi i settori d’attività. Comune, appalto di 413 mila euro
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Il pallone che rompe il vetro della finestra al primo piano? Il gruppo di ragazzi che schiamazza fino a notte sotto casa? Il ragazzo un po’ cicciottello che diventa il bersaglio preferito dei prepotenti della scuola? L’anziana pensionata che si sente assediata dagli stranieri e non scende ne in cortile?
Tutto lavoro per la coop Mediando, una piccola cooperativa di operatori sociali che si mette in moto nelle zone d’ombra dove i servizi pubblici fanno fatica ad arrivare. Ora che sono arrivati alla boa dei dieci anni di attività e che hanno ricevuto un appalto dal Comune di 413 mila euro, rinnovando così un impegno che li ha visti protagonisti negli ultimi anni, hanno deciso di festeggiare l’anniversario con un convegno in cui fanno il punto della situazione.
Il loro settore d’intervento è una sorta di terra di nessuno dove le istituzioni sono impotenti o latitanti. Grane, pasticci e conflitti, personali o di gruppo, sono materia di convegni per gli enti locali ma che succede dopo che è arrivato un vigile urbano a fare una multa o i genitori dei piccoli teppisti si vedono arrivare il vicinato inferocito?
«Lì arriviamo noi - spiega Samuele Mollicone, vicepresidente di Mediando - perché ogni volta che si ricomincia a discutere ascoltando le ragioni dell’altra parte si evita che la situazione degeneri con piccole o grandi vendette private piuttosto che con querele, denunce, tribunali e polizia».
Funziona questo sistema. Secondo i soci di Mediando, che ne hanno fatto una ragione di vita, il metodo del confronto è fondamentale se si esce dalla strettoia della buona volontà personale o dalla burocrazia della macchina amministrativa, ormai insufficiente. «La valutazione comune a cui sono arrivati gli amministratori pubblici - riassume Mollicone - è quella per cui finita la sanzione per l’illecito restano le tensioni tra i protagonisti dei soprusi quotidiani. Le tensioni sono destinate a riacutizzarsi».
È la tesi della francese Jaqueline Morineau, 83 anni, che ha fondato un centro di mediazione sociale che ha fatto scuola nel mondo. Sarà lei l’ospite d’onore del convegno che inizierà sta mattina alle 9 al S.Filippo Neri in via S.Orsola 40.
Per l’occasione sarà presentato uno studio della ricercatrice Francesca Corrado che ha calcolato, secondo i modelli dell’economista e premio Nobel Amartya Sen. La sua tesi? Quella per cui l’intervento della mediazione sociale farebbe risparmiare alla comunità modenese 2,5 miliardi di euro all’anno. Una cifra enorme? Secondo l’autrice è la moltiplicazione del milione di euro di costi evitati - dai servizi sanitari alle attività giudiziarie - per ogni singolo individuo in difficoltà; e siccome i casi affrontati dal Centro di mediazione ha incontrato 1.408 adulti e 2.238 minori ecco che si arriva al risultato finale. «Nell’epoca in cui viviamo - sintetizza la presidente di mediando, Marcella Stermieri - la fragilità delle persone e quella delle famiglie si sommano ai guai della crisi economica. Una miscela esplosiva che si sana ripartendo dal dialogo: l’alternativa è lo scontro continuo».
Tutto lavoro per la coop Mediando, una piccola cooperativa di operatori sociali che si mette in moto nelle zone d’ombra dove i servizi pubblici fanno fatica ad arrivare. Ora che sono arrivati alla boa dei dieci anni di attività e che hanno ricevuto un appalto dal Comune di 413 mila euro, rinnovando così un impegno che li ha visti protagonisti negli ultimi anni, hanno deciso di festeggiare l’anniversario con un convegno in cui fanno il punto della situazione.
Il loro settore d’intervento è una sorta di terra di nessuno dove le istituzioni sono impotenti o latitanti. Grane, pasticci e conflitti, personali o di gruppo, sono materia di convegni per gli enti locali ma che succede dopo che è arrivato un vigile urbano a fare una multa o i genitori dei piccoli teppisti si vedono arrivare il vicinato inferocito?
«Lì arriviamo noi - spiega Samuele Mollicone, vicepresidente di Mediando - perché ogni volta che si ricomincia a discutere ascoltando le ragioni dell’altra parte si evita che la situazione degeneri con piccole o grandi vendette private piuttosto che con querele, denunce, tribunali e polizia».
Funziona questo sistema. Secondo i soci di Mediando, che ne hanno fatto una ragione di vita, il metodo del confronto è fondamentale se si esce dalla strettoia della buona volontà personale o dalla burocrazia della macchina amministrativa, ormai insufficiente. «La valutazione comune a cui sono arrivati gli amministratori pubblici - riassume Mollicone - è quella per cui finita la sanzione per l’illecito restano le tensioni tra i protagonisti dei soprusi quotidiani. Le tensioni sono destinate a riacutizzarsi».
È la tesi della francese Jaqueline Morineau, 83 anni, che ha fondato un centro di mediazione sociale che ha fatto scuola nel mondo. Sarà lei l’ospite d’onore del convegno che inizierà sta mattina alle 9 al S.Filippo Neri in via S.Orsola 40.
Per l’occasione sarà presentato uno studio della ricercatrice Francesca Corrado che ha calcolato, secondo i modelli dell’economista e premio Nobel Amartya Sen. La sua tesi? Quella per cui l’intervento della mediazione sociale farebbe risparmiare alla comunità modenese 2,5 miliardi di euro all’anno. Una cifra enorme? Secondo l’autrice è la moltiplicazione del milione di euro di costi evitati - dai servizi sanitari alle attività giudiziarie - per ogni singolo individuo in difficoltà; e siccome i casi affrontati dal Centro di mediazione ha incontrato 1.408 adulti e 2.238 minori ecco che si arriva al risultato finale. «Nell’epoca in cui viviamo - sintetizza la presidente di mediando, Marcella Stermieri - la fragilità delle persone e quella delle famiglie si sommano ai guai della crisi economica. Una miscela esplosiva che si sana ripartendo dal dialogo: l’alternativa è lo scontro continuo».
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