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«Rifiuti, tariffe con Hera? Rincari inaccettabili» 

di Daniele Montanari
«Rifiuti, tariffe con Hera? Rincari inaccettabili» 

Pavullo. Muzzarelli: «In trent’anni costi aumentati dell’800% per le famiglie» «Il sistema non sta funzionando ed è giusto che i Comuni facciano ricorso»

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PAVULLO. In trent'anni a Pavullo la tassa sui rifiuti è quintuplicata per le medie strutture artigianali e arrivata quasi a otto volte tanto per una famiglia tipo. Con un'impennata negli ultimi 15 anni che si è discostata di gran lunga dall'aumento del costo della vita. L'ha sottolineato l'assessore al Bilancio Gian Luca Muzzarelli dedicando al tema una significativa puntualizzazione in Consiglio all'approvazione del consuntivo 2016. Nel fare la “radiografia” dei conti, ha proiettato grafici di elaborazione dati in cui sono emersi due aspetti chiave. In ambito lavorativo, se un capannone industriale di mille metri pagava 100 nel 1988, adesso ha superato quota 500, cinque volte tanto, mentre l'aumento Istat è stato solo del doppio. Peggio per una famiglia che vive in un appartamento di 100 metri: se pagava 100 nel 1988, adesso è arrivata a sfiorare quota 800, quasi otto volte tanto, mentre il costo della vita si è attestato sempre sul raddoppio. In particolare i grafici hanno evidenziato una “verticalizzazione” dell'andamento (e quindi lo stacco dalla linea Istat) dal 2003, quando la gestione del servizio (dopo la parentesi di Meta) è passata a Hera. «Ricordo bene – ha detto – che all'epoca in Consiglio comunale ci furono due assessori e un consigliere molto importante della maggioranza che sostenevano che affidando il servizio a un grosso gruppo in grado di competere con i player internazionali avremmo ottenuto cospicue riduzioni dei costi per le economie di scala. Ecco le riduzioni che ci sono state: dal 2003 si assiste a una progressione inarrestabile di costi. E' stato un boomerang totale per i contribuenti. Ma riconosco che nessuno all'epoca poteva immaginare che l'evoluzione sarebbe stata questa». Il tasto rifiuti è particolarmente dolente per Muzzarelli, perché non ha affatto digerito l'aumento in fretta e furia del 5,4% della Tari che il Consiglio ha dovuto deliberare a fine marzo di fronte al piano economico finanziario presentato da Atersir, l'agenzia regionale che stabilisce le tariffe del servizio poi gestito da Hera. «Il sistema di adesso non funziona – ha rimarcato – tanto che già diversi Comuni hanno fatto ricorso contro le tariffe fissate da Atersir. Le amministrazioni locali si trovano a fare i vasi di coccio, senza nessuna potestà decisionale quando si stabiliscono le tariffe: dobbiamo stare a guardare e poi tocca a noi interfacciarci con i cittadini per gli aumenti». Dinamica che a lui non piace per niente: «Io personalmente non ci sto – ha rimarcato – da qui alla fine del mio mandato non lascerò nulla di intentato per metterci le mani sopra ed evitare questo scempio nei confronti dei cittadini. Preferisco morire sul campo – ha chiosato il generale – piuttosto che rassegnarmi a una cosa del genere».

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