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Dalla Popolare di Modena ai 150 anni di Bper Banca 

di Stefano Turcato
Dalla Popolare di Modena ai 150 anni di Bper Banca 

La lunga storia celebrata in tre giorni con libri, mostre, dibattiti, lezioni, concerti Tra i protagonisti il pianista Bahrami, Placido, Turci, Fresu e il “Nobel” Deaton

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MILANO. Nel gennaio 1867 il quotidiano “Il Panaro”, antenato della Gazzetta di Modena, preannunciava l’imminente «istituzione di una Banca Popolare modenese» e pochi mesi dopo, il 12 giugno, nasceva ufficialmente la “Banca Popolare di Modena”, promossa dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso della città. Il prossimo 12 giugno quella “Popolare”, che ora è diventata Bper Banca, festeggerà i 150 anni di vita di un istituto che guida il sesto Gruppo bancario italiano con 1.200 filiali e oltre 11mila dipendenti. Per celebrare questo anniversario Bper Banca organizza una serie di eventi in tre giornate, dal 10 al 12 giugno prossimi, che sono stati presentati ieri a Milano nella sede Bper di via Negri dal presidente Luigi Odorici con l’Ad Alessandro Vandelli e uno dei grandi protagonisti degli eventi, il pianista di origine iraniana Ramin Bahrami.
Bper ha voluto individuare un filo conduttore nelle iniziative dei 150 anni sottolineando che «dal 10 al 12 giugno a Modena si incontrano arti, talenti e idee e si prendono appunti per un'economia inclusiva del futuro»: dal premio Nobel Angus Deaton insieme con Beppe Severgnini a Paolo Fresu e Paola Turci, fino all’attore Michele Placido con il pianista Ramin Bahrami, passando per Alessandro D'Avenia e per un confronto di idee tra Ernesto Galli Della Loggia, Alberto Quadrio Curzio e Marta Boneschi. Poi un libro fotografico, il primo che applica la visual history alla storia di una banca, una mostra, un francobollo celebrativo e un progetto di valorizzazione della collezione di dipinti della Banca, a cui si aggiungono la partnership con l'orchestra Spira Mirabilis e sponsorizzazioni fra cui spicca quella del concerto “Modena Park” di Vasco Rossi.
In anteprima, mercoledì prossimo 24 maggio al Forum Monzani, l’incontro con l’autore Romano Prodi, che presenterà il libro “Il piano inclinato”, che approfondisce l’argomento della «crescita senza uguaglianza, una trappola che ha reso le nostre società più ingiuste», uno dei temi portanti degli eventi celebrativi, basati su inclusione sociale e disuguaglianze. Il presidente Odorici, che ha vissuto dall’interno quasi un terzo della storia della banca, ha ricordato la frase di un collega anziano che 45 anni fa, quando l’attuale presidente iniziava il proprio percorso lavorativo, lo accolse dicendo: «Cerca di lasciare agli altri, come ho fatto io, una banca migliore di quella che hai trovato al tuo arrivo». E dalle parole di Odorici traspariva l’orgoglio di avere vissuto da protagonista la crescita ulteriore. L’Ad Vandelli, prima di essere inevitabilmente subissato dalle domande di attualità sul futuro di Bper, ha voluto esternare l’emozione di trovarsi a fianco di un grande artista come Bahrami: «Non ve ne fregherà niente, lo capisco, ma anche io suonavo e per una volta mi piace non dovere parlare di Core Tier 1, numeri o cose simili ma di temi diversi per celebrare la storia della nostra banca popolare. Anch’io suonavo ma, per citare Vasco Rossi, ho poi scelto una vita spericolata».
Ramin Bahrami, pianista di talento e grande interprete di Bach, ha esordito dicendo di non trovarsi a disagio nel singolare connubio «fra Vasco, Bach e Nasdaq». Poi, sulle elezioni nella sua terra di origine, l’Iran che lui ama chiamare Persia, ha detto che «chi vincerà le elezioni in corso dovrà lavorare molto per ricostruire il rapporto con l'Occidente e con il mondo, fra virgolette, libero. Se verrà confermato Hassan Rouhani, spero che possa dialogare un po’ meglio con l'Occidente per costruire più polifonia a favore del popolo persiano e non solo dei governanti». Bahrami ha anche regalato una battuta sull’Italia e la sua televisione: «Una terra che ha creato Leonardo da Vinci e Michelangelo - ha detto - non si può accontentare della De Filippi e del Grande Fratello».
Vandelli, in chiusura, sulle parole dell’Ad Unipol Carlo Cimbri, «non pienamente soddisfatto, da azionista, della trimestrale di Bper», ha detto che «devono essere prese come una spinta, uno sprone a fare sempre meglio, ma fa parte del nostro Dna. Ci sono elementi positivi guardando in modo approfondito i risultati».

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