Fondazione-Comune sulla Fotografia si rischia lo scontro
di Davide Berti
Nominata direttrice Diana Baldon, già al Malmö Konsthall candidata ancora in lizza anche per il Polo dell’Immagine
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Cortocircuito istituzionale, chiamiamolo così. Non ci sono altre parole per descrivere quanto accaduto ieri tra Comune di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, l’amministrazione e il suo primo finanziatore. Uno scontro a tutti gli effetti, giocato su una nomina.
Alla base di tutto la scelta per la direzione della Fondazione Fotografia. Ieri, infatti, è stato comunicato che Filippo Maggia ha improvvisamente lasciato la direzione per motivi personali. Così il cda ha scelto la nuova direttrice di Fondazione Fotografia Modena. Sarà Diana Baldon, 43 anni, già direttrice del Malmö Konsthall di Malmö in Svezia, indicata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione. Baldon ricoprirà l’incarico a partire dal 1° giugno 2017. Filippo Maggia, che lascia l’incarico di direttore per motivi personali, manterrà la direzione del Master di Alta Formazione sull’immagine contemporanea. Dov’è il problema? Presto detto: la Fondazione ha nominato a dirigere la Fotografia Diana Baldon, che figura anche nella terna per la futura direzione del Polo dell’Immagine. Polo dell’Immagine che dovrà inglobare anche la Fotografia.
Era opportuna questa nomina nei tempi e nei modi?
La Fondazione si è resa protagonista di una fuga in avanti non necessaria alla sopravvivenza dell’ente, l’esatto opposto dell’immobilismo ormai cronico nel quale versa il Comune, che da due anni e mezzo deve nominare il successore di Marco Pierini alla Galleria Civica, senza una guida dal dicembre 2014.
Quello che stona, in tutto ciò, è la forma, che diventa sostanza. E la sostanza è un ente, il Polo dell’Immagine contemporanea, sul quale tutti hanno scommesso, dal Comune alla Fondazione, per farne un colosso dal titolo Fondazione Modena per le arti visive.
La decisione finale sulla nomina sarà del consiglio di amministrazione del nuovo soggetto giuridico nel qualche confluiscono, mantenendo la propria specificità, Galleria Civica, Museo della Figurina e appunto anche Fondazione Fotografia. Questo il Comune lo diceva appena un mese fa (12 aprile per la precisione, ndr), aggiungendo anche che il percorso per l’approvazione dello statuto in consiglio comunale porterà alla costituzione della fondazione e alla nomina del cda entro il mese di maggio. Quindi ieri la Fondazione Crmo ha nominato a capo di un ente, che tra alcune ore verrà inglobato in una fondazione ben più grande, una delle candidate a rivestire il ruolo di superdirettore con la procedura di selezione ancora in corso. Le avranno fatto un piacere o uno sgarbo? L’imbarazzo istituzionale è il minimo...
Alla direttrice che verrà nominata sarà affidato «il compito di avviare e implementare le attività del programma artistico e gestionale» della nuova Fondazione Modena arti visive utilizzando, in questa fase, le attuali sedi dei tre istituti culturali e, per le esposizioni, anche la Palazzina dei Giardini Ducali, il Foro Boario e il Mata, mentre in prospettiva la Fondazione sarà uno degli elementi del complesso del Sant’Agostino dopo i lavori di riqualificazione previsti nell’ambito del Polo culturale.
Alla base di tutto la scelta per la direzione della Fondazione Fotografia. Ieri, infatti, è stato comunicato che Filippo Maggia ha improvvisamente lasciato la direzione per motivi personali. Così il cda ha scelto la nuova direttrice di Fondazione Fotografia Modena. Sarà Diana Baldon, 43 anni, già direttrice del Malmö Konsthall di Malmö in Svezia, indicata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione. Baldon ricoprirà l’incarico a partire dal 1° giugno 2017. Filippo Maggia, che lascia l’incarico di direttore per motivi personali, manterrà la direzione del Master di Alta Formazione sull’immagine contemporanea. Dov’è il problema? Presto detto: la Fondazione ha nominato a dirigere la Fotografia Diana Baldon, che figura anche nella terna per la futura direzione del Polo dell’Immagine. Polo dell’Immagine che dovrà inglobare anche la Fotografia.
Era opportuna questa nomina nei tempi e nei modi?
La Fondazione si è resa protagonista di una fuga in avanti non necessaria alla sopravvivenza dell’ente, l’esatto opposto dell’immobilismo ormai cronico nel quale versa il Comune, che da due anni e mezzo deve nominare il successore di Marco Pierini alla Galleria Civica, senza una guida dal dicembre 2014.
Quello che stona, in tutto ciò, è la forma, che diventa sostanza. E la sostanza è un ente, il Polo dell’Immagine contemporanea, sul quale tutti hanno scommesso, dal Comune alla Fondazione, per farne un colosso dal titolo Fondazione Modena per le arti visive.
La decisione finale sulla nomina sarà del consiglio di amministrazione del nuovo soggetto giuridico nel qualche confluiscono, mantenendo la propria specificità, Galleria Civica, Museo della Figurina e appunto anche Fondazione Fotografia. Questo il Comune lo diceva appena un mese fa (12 aprile per la precisione, ndr), aggiungendo anche che il percorso per l’approvazione dello statuto in consiglio comunale porterà alla costituzione della fondazione e alla nomina del cda entro il mese di maggio. Quindi ieri la Fondazione Crmo ha nominato a capo di un ente, che tra alcune ore verrà inglobato in una fondazione ben più grande, una delle candidate a rivestire il ruolo di superdirettore con la procedura di selezione ancora in corso. Le avranno fatto un piacere o uno sgarbo? L’imbarazzo istituzionale è il minimo...
Alla direttrice che verrà nominata sarà affidato «il compito di avviare e implementare le attività del programma artistico e gestionale» della nuova Fondazione Modena arti visive utilizzando, in questa fase, le attuali sedi dei tre istituti culturali e, per le esposizioni, anche la Palazzina dei Giardini Ducali, il Foro Boario e il Mata, mentre in prospettiva la Fondazione sarà uno degli elementi del complesso del Sant’Agostino dopo i lavori di riqualificazione previsti nell’ambito del Polo culturale.
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