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I giudici bocciano il ricorso elettorale di Tania Andreoli
NOVI. “Gravame totalmente infondato”, con questa dicitura il Tar dell’Emilia Romagna ha bocciato il ricorso presentato da Tania Andreoli contro l’esclusione della lista “Novi Futura” dalla...
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NOVI. “Gravame totalmente infondato”, con questa dicitura il Tar dell’Emilia Romagna ha bocciato il ricorso presentato da Tania Andreoli contro l’esclusione della lista “Novi Futura” dalla competizione elettorale di giugno. La candidata sindaca, che nel procedimento si è direttamente rappresentata in veste di avvocato, aveva contestato cinque passaggi: erronea e/o falsa applicazione della normativa vigente in materia di procedure di presentazione delle liste elettorali; disconoscimento autentiche notarili; abnormità; illogicità; turbativa elettorale.
La Andreoli aveva contestato il fatto che diverse firme da lei depositate all’Ufficio elettorale non fossero state riconosciute come autentiche. In effetti la commissione elettorale aveva giudicato come buone sia le 11 sottoscrizioni fatte in Comune sia le 29, raccolte dal notaio Aldo Fiori, ma tutte erano “prive dei certificati elettorali”. Tutte le altre firme sono invece state considerate irregolari perché raccolte senza autenticatori espressamente indicati dal municipio.
E in effetti i giudici del Tar scrivono che “la Sottocommissione ha legittimamente deliberato”, condannando la Andreoli anche al pagamento di 2mila euro di spese di giudizio.
La Andreoli aveva contestato il fatto che diverse firme da lei depositate all’Ufficio elettorale non fossero state riconosciute come autentiche. In effetti la commissione elettorale aveva giudicato come buone sia le 11 sottoscrizioni fatte in Comune sia le 29, raccolte dal notaio Aldo Fiori, ma tutte erano “prive dei certificati elettorali”. Tutte le altre firme sono invece state considerate irregolari perché raccolte senza autenticatori espressamente indicati dal municipio.
E in effetti i giudici del Tar scrivono che “la Sottocommissione ha legittimamente deliberato”, condannando la Andreoli anche al pagamento di 2mila euro di spese di giudizio.
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