CONVEGNO DI MEDIANDO
«La vita è una mediazione»
«La mediazione è la vita stessa: si tratta di restituire all’individuo la sua dignità e un ruolo attivo nella società». Lo ha detto ieri mattina a Modena Jacqueline Morineau, fondatrice del Centre de...
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«La mediazione è la vita stessa: si tratta di restituire all’individuo la sua dignità e un ruolo attivo nella società». Lo ha detto ieri mattina a Modena Jacqueline Morineau, fondatrice del Centre de Médiation et de Formation à la Médiation di Parigi, nella lezione magistrale tenuta al convegno organizzato dalla cooperativa sociale Mediando per festeggiare dieci anni di attività. «Oggi – ha aggiunto la brillante 83 enne francese, teorica della mediazione umanistica - la società ha sempre più bisogno di mediazione perché c’è tanta confusione, disperazione e desiderio di ritrovare il linguaggio della pace».
A Modena questo servizio lo offre Punto d’Accordo, il centro di mediazione sociale e di antidiscriminazione del Comune gestito dalla cooperativa Mediando per conto del Consorzio di Solidarietà Sociale, che si è aggiudicato l’appalto sulla coesione sociale (valore: 403.371,43 mila euro per il periodo aprile 2015-settembre 2016).
Attraverso i servizi di mediazione di vicinato, territoriale, intrafamiliare, scolastica e di antidiscriminazione, di sostegno alla genitorialità e mediazione familiare, dall’aprile 2015 al settembre 2016 il Punto d’Accordo e il Centro per le famiglie hanno intercettato direttamente oltre 27.700 persone . Alla mediazione sociale è stata dedicata ieri una tavola rotonda, moderata dal direttore della Gazzetta di Modena Enrico Grazioli, alla quale hanno partecipato l’assessore Giuliana Urbelli, Arturo Nora (presidente Consorzio di Solidarietà Sociale), Carlo Piccinini (presidente Confcooperative Modena), Marcella Stermieri (presidente cooperativa Mediando), Andrea Casagrande (presidente Acer Modena), Cristina Cavani (direttrice Fondazione San Filippo Neri), Christine Cavallari (dirigente scolastico Istituto Comprensivo 4 Modena) e Samuele Mollicone (vicepresidente Mediando).
L’economista e ricercatrice Francesca Corrado ha presentato una ricerca sui costi dei conflitti sociali a Modena e sui benefici, anche economici, della mediazione. È emerso che, se non ci fossero i servizi di mediazione sociale, la collettività modenese spenderebbe nel lungo periodo quasi 2,5 miliardi di euro a causa di conflitti. Un litigio (in famiglia, condominio, a scuola o al lavoro), infatti, può costare oltre 200 mila euro se riguarda un adulto, ma può arrivare a un costo complessivo di 958 mila euro se coinvolge anche un minore.
A Modena questo servizio lo offre Punto d’Accordo, il centro di mediazione sociale e di antidiscriminazione del Comune gestito dalla cooperativa Mediando per conto del Consorzio di Solidarietà Sociale, che si è aggiudicato l’appalto sulla coesione sociale (valore: 403.371,43 mila euro per il periodo aprile 2015-settembre 2016).
Attraverso i servizi di mediazione di vicinato, territoriale, intrafamiliare, scolastica e di antidiscriminazione, di sostegno alla genitorialità e mediazione familiare, dall’aprile 2015 al settembre 2016 il Punto d’Accordo e il Centro per le famiglie hanno intercettato direttamente oltre 27.700 persone . Alla mediazione sociale è stata dedicata ieri una tavola rotonda, moderata dal direttore della Gazzetta di Modena Enrico Grazioli, alla quale hanno partecipato l’assessore Giuliana Urbelli, Arturo Nora (presidente Consorzio di Solidarietà Sociale), Carlo Piccinini (presidente Confcooperative Modena), Marcella Stermieri (presidente cooperativa Mediando), Andrea Casagrande (presidente Acer Modena), Cristina Cavani (direttrice Fondazione San Filippo Neri), Christine Cavallari (dirigente scolastico Istituto Comprensivo 4 Modena) e Samuele Mollicone (vicepresidente Mediando).
L’economista e ricercatrice Francesca Corrado ha presentato una ricerca sui costi dei conflitti sociali a Modena e sui benefici, anche economici, della mediazione. È emerso che, se non ci fossero i servizi di mediazione sociale, la collettività modenese spenderebbe nel lungo periodo quasi 2,5 miliardi di euro a causa di conflitti. Un litigio (in famiglia, condominio, a scuola o al lavoro), infatti, può costare oltre 200 mila euro se riguarda un adulto, ma può arrivare a un costo complessivo di 958 mila euro se coinvolge anche un minore.
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