L’AD VANDELLI
«Sui crediti deteriorati ora guadagna chi compra»
MILANO. L’amministratore delegato Alessandro Vandelli, come ovvio, non ha potuto sottrarsi alle domande dei giornalisti che esulavano dalle celebrazioni per i 150 anni per tornare sull’attualità...
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MILANO. L’amministratore delegato Alessandro Vandelli, come ovvio, non ha potuto sottrarsi alle domande dei giornalisti che esulavano dalle celebrazioni per i 150 anni per tornare sull’attualità della banca.
Sull’ipotesi che, per trovare nuovi capitali privati nelle banche venete, si possa fare ricorso al Fondo interbancario di tutela dei depositi, Vandelli ha replicato con frasi che si possono sintetizzare in un laconico «abbiamo già dato»: «Credo che il sistema bancario abbia pagato un prezzo molto elevato per cercare di sostenere le situazioni di difficoltà - ha detto - Quindi, francamente, non vedo quali spazi ci possano essere, credo molto ridotti».
E ancora sulla vicenda Etruria e le presunte pressioni dei politici per coinvolgere Bper in un salvataggio, ha detto: «A me viene difficile entrare nel merito di situazioni che non ci hanno riguardato. Credo che sia normale quando ci sono situazioni difficili comprendere se ci sono soluzioni di sistema, poi dipende come vengono poste queste questioni e analizzate. Io non ho mai ricevuto nessun tipo di pressione o di contatto». Sui crediti deteriorati, spina nel fianco di tutte le banche: «Il nostro obiettivo - ha risposto - è migliorare la nostra attività di recupero e lo stiamo già facendo. Questo è il cuore della nostra attività di miglioramento della qualità del credito. Poi l'attività di cessione fa parte delle nostre strategie ed è da fare con attenzione perché oggi nelle cessioni chi ci guadagna è più chi compra rispetto a quelli che stanno vendendo». Sull'acquisizione di Carife, Vandelli ha auspicato «di fare il closing prima del 30 giugno. Stiamo lavorando per ricevere l'autorizzazione della Bce, dell'Antitrust - ha spiegato - Nelle prossime settimane questa cosa potrà completarsi. Il Fondo di risoluzione e Nuova Carife stanno lavorando alla sistemazione del bilancio nei termini della cessione dei crediti deteriorati».
Sull’ipotesi che, per trovare nuovi capitali privati nelle banche venete, si possa fare ricorso al Fondo interbancario di tutela dei depositi, Vandelli ha replicato con frasi che si possono sintetizzare in un laconico «abbiamo già dato»: «Credo che il sistema bancario abbia pagato un prezzo molto elevato per cercare di sostenere le situazioni di difficoltà - ha detto - Quindi, francamente, non vedo quali spazi ci possano essere, credo molto ridotti».
E ancora sulla vicenda Etruria e le presunte pressioni dei politici per coinvolgere Bper in un salvataggio, ha detto: «A me viene difficile entrare nel merito di situazioni che non ci hanno riguardato. Credo che sia normale quando ci sono situazioni difficili comprendere se ci sono soluzioni di sistema, poi dipende come vengono poste queste questioni e analizzate. Io non ho mai ricevuto nessun tipo di pressione o di contatto». Sui crediti deteriorati, spina nel fianco di tutte le banche: «Il nostro obiettivo - ha risposto - è migliorare la nostra attività di recupero e lo stiamo già facendo. Questo è il cuore della nostra attività di miglioramento della qualità del credito. Poi l'attività di cessione fa parte delle nostre strategie ed è da fare con attenzione perché oggi nelle cessioni chi ci guadagna è più chi compra rispetto a quelli che stanno vendendo». Sull'acquisizione di Carife, Vandelli ha auspicato «di fare il closing prima del 30 giugno. Stiamo lavorando per ricevere l'autorizzazione della Bce, dell'Antitrust - ha spiegato - Nelle prossime settimane questa cosa potrà completarsi. Il Fondo di risoluzione e Nuova Carife stanno lavorando alla sistemazione del bilancio nei termini della cessione dei crediti deteriorati».
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