Carpi. Processione di 500 sciiti per celebrare l'Ashura
Fedeli dall'Italia e dall'estero: il corteo da piazza Garibaldi a piazzale Francia, uomini separati dalle donne
CARPI. Oltre 500 sciiti di origine pakistana hanno preso parte alla processione dell’Ashura, termine che deriva da ʿashara, "dieci" e indica il 10 del mese lunare di muharram, giorno in cui cade un’importante ricorrenza religiosa islamica legata a penitenza e digiuno.
Questo giorno, per la comunità sciita che ha Carpi conta 500 appartenenti e rappresenta una delle etnie più popolose, commemora il martirio dell’Imam al – Husayn Ibn Ali e di 72 suoi seguaci da parte delle truppe del califfo Omayyde Yazid I. La strage avvenne a Karbala, in Iraq, nell’anno 40 dell’Egira. Questa comunità islamica ha scelto Carpi come città in cui ambientare la manifestazione perché già teatro nel 1996 di un’importante manifestazione sciita. Così, dal 2011, ogni anno si tiene l’Ashura, seppure con differenze consistenti rispetto agli anni precedenti. Il giorno, infatti, è stato spostato: il corteo non si tiene più di sabato, ma di domenica, in seguito alle lamentele di alcuni commercianti e residenti.
Così come la partenza della processione non è più davanti al Duomo di piazza Martiri, ma in piazza Garibaldi, per poi terminare in piazzale Francia dopo via Ugo da Carpi e via Cattani, tra gli sguardi incuriositi dei passanti. In centro storico, dopo un confronto con il Comune e le forze dell’ordine, gli sciiti hanno accettato di indossare una maglietta perché i segni di flagellazione e il rossore dopo la percussione ripetuta del petto in segno di empatia nei confronti delle vittime di Karbala non sconvolgesse in particolare i più piccoli. Come ogni anno, poi, le donne sono separate dagli uomini: sia nella marcia, durante la quale anche loro si battono il petto, sia nel momento finale della manifestazione, ovvero in piazzale Francia, in uno spazio aperto a metà tra la parrocchia di Corpus Domini e il luogo di culto islamico di via Unione Sovietica. Qui molti si sono tolti la maglietta: numerose schiene rivelano flagellazioni ben peggiori rispetto alla semplice percussione del petto.
E mentre la componente femminile fa giocare i bambini sul sagrato della parrocchia, prende la parola un ragazzino di poco più di 12 anni che rievoca i terribili crimini di Karbala. «Stiamo aspettando l’Imam Imran Mehdi – rivela Abbas, mentre fotografa l’evento e tra i partecipanti viene distribuita una miscela di latte e zucchero per evitare che il caldo abbia il sopravvento – Qui ci sono numerosi ospiti da Germania, Svizzeria, Spagna, Grecia. E da Milano, Brescia, Torino, Genova, Reggio, Roma Bologna, Ferrara, Pescara. Siamo a Carpi perché c’è una comunità sciita molto rappresentativa».
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