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Caso Fotografia, il Comune tace 

Caso Fotografia, il Comune tace 

Nessuna replica alla scelta della Fondazione Crmo. Trande (Mdp): «Una decisione frettolosa»

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Imbarazzo per una decisione bizzarra. Trapela questo dal Comune, ma nessuna dichiarazione ufficiale il giorno dopo l’annuncio della nomina di Diana Baldon alla Fondazione Fotografia. Non un problema per la qualità della scelta, anzi, ma per l’opportunità di una decisione arrivata con tempi e modi che in molti hanno definito discutibili.
Quella della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena è stata vista come una fuga in avanti, nominando alla guida della Fotografia, che tra poche settimane andrà a far parte del nuovo polo dell’immagine e delle arti visive, una delle tre professioniste rimaste in lizza per il ruolo di superdirettore.
Difficile pensare che il presidente Paolo Cavicchioli abbia fatto tutto senza nemmeno una telefonata al sindaco Muzzarelli, ma l’imbarazzo in piazza Grande è palpabile, sia per la scelta di procedere in autonomia in coincidenza di un momento di apertura e confronto, sia per il nome, già inserito in una procedura di gara ancora in pieno svolgimento.
Sulla vicenda si sono già alzate anche le antenne del consiglio comunale, non solo dell’opposizione. Se, infatti, il Movimento Cinquestelle ha preso tempo per analizzare bene le carte, Articolo 1 Movimento Democratico Progressista comincia a mettere in chiaro le cose: «Come sempre - spiega Paolo Trande, capogruppo in consiglio comunale - ho rispetto delle prerogative e della autonomia della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la dottoressa Baldon sarà sicuramente una tecnica di prim’ordine, ma la decisione di nominarla alla direzione della Fondazione Fotografia appare come una scelta “anticipata” e “parziale” mentre è in corso un processo di “unificazione” di entità della Fcrmo e del Comune. Capisco che abbiamo voluto utilizzare una figura già sotto esame e ritenuta di valore, ma questo si inserisce in un processo selettivo, direzione del Polo Arti Visive, creando un obiettivo vantaggio per la dottoressa Baldon ed, a quanto ne so, escludendo l'altra componente, il Comune. Penso che aspettare la nascita della nuova entità unificata e la fine della selezione non avrebbe generato un pericoloso vuoto».

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