Da Finale a Reggio: il satellitare beffa i ladri, caccia all’uomo per 80 km
La banda ruba un’auto a Finale ma viene braccata fino a Reggio dai carabinieri Il gruppo abbandona anche un’altra vettura rubata. I Ris cercano impronte
Una caccia all’uomo durata 80 chilometri, iniziata a Finale e terminata nelle campagne di Reggio Emilia dove una batteria di ladri è riuscita a dileguarsi grazie al buio nonostante l’imponente ricerca messa in atto dai carabinieri modenesi e reggiani.
È stata una lunga notte da guardie e ladri quella andata in scena venerdì con tutte le pattuglie dell’Arma di fatto impiegate nella ricerca di una Volkswagen Polo, rubata a Finale. Perché nel paese della Bassa i banditi erano entrati in azione forzando l’ingresso di una casa, mettendo a soqquadro un po’ tutto e fuggendo con le chiavi dell’appartamento e della vettura, appena acquistata. Il tutto mentre papà, mamma e figlio minore erano fuori per un torneo di calcio. In paese era rimasta la figlia, uscita intorno alle 21.30, poco prima del rientro del resto della famiglia. In quel lasso di tempo la banda ha agito, incurante del fatto che vi fossero altri familiari che vivono accanto e si trovavano in taverna. Hanno arraffato le chiavi e scortati da un’Audi, rubata mercoledì a Carpi, si sono dati alla fuga. Ma non potevano sapere che sulla Volkswagen Polo era installato il satellitare, strumento necessario per monitorare ogni loro spostamento.
Un dettaglio che ha permesso ai carabinieri di tutto il Modenese di mettersi alla ricerca del gruppo. Perché il padre, scoprendo l’intrusione, è stato lesto nel contattare la centrale operativa, dando così un supporto fondamentale alla caccia. Quando la vettura è stata agganciata, la task force dell’Arma si è messa all’opera. Le prime ad intervenire sono state le pattuglie del Radiomobile che hanno intercettato i banditi. E da lì è scattato un lunghissimo inseguimento con i carabinieri alle calcagna e il gruppo che non aveva alcuna intenzione di demordere. Chilometri e chilometri di tallonamenti, accelerazioni, sgasate fino a quando si è arrivati nel reggiano, con i colleghi di oltre Secchia pronti a fornire un supporto sostanziale. La sensazione è che i ladri vivano proprio lì anche perché non si spiegherebbe il fatto per cui abbiano abbandonato le auto rubate - valore commerciale di 50mila euro - a ridosso della città, tra via Soncini e via Gluk dopo essersi divisi.
Hanno cercato - e trovato - la salvezza nelle campagne mentre diverse pattuglie di militari, anche a piedi, tentavano di braccarli e stanarli. Nel frattempo la centrale operativa ha ricontattato la famiglia derubata, che si è recata a Reggio per recuperare la Volkswagen Polo. Non prima però che gli specialisti della Squadra Scientifica rilevassero tutte le impronte lasciate dai fuggitivi con la speranza di poterli indentificare grazie alle analisi dei Ris di Parma.(fd)
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