Gazzetta di Modena

Modena

L’Appennino e le sue bellezze nel nuovo film del regista Bruni 

di Serena Fregni
L’Appennino e le sue bellezze nel nuovo film del regista Bruni 

Già pluripremiato con “Scialla” ha proiettato in anteprima a Modena “Tutto quello che vuoi” ambientato a Fanano, Ospitale e al Lago Santo. «Mi sono ispirato anche a un ricordo di mio padre»

3 MINUTI DI LETTURA





FANANO. È al cinema “Tutto quello che vuoi” del regista Francesco Bruni, già pluripremiato per il suo successo “Scialla” di qualche anno fa e storico sceneggiatore di molti film di Paolo Virzì. La storia è quella di un incontro molto particolare, quello tra Giorgio, un anziano poeta 85enne malato di Alzheimer interpretato da Giuliano Montaldo e il giovane ribelle ventenne Alessandro (Andrea Carpenzano). Si parte da Roma, dove si svolgono le vicende per poi compiere un viaggio, sulle tracce di un passato, quello di Giorgio. Passato che lo porta a ritornare nei luoghi della sua infanzia, tra l’Appennino tosco-emiliano, tra i quali Fanano e dintorni, dove sono state girate svariate scene. Venerdì sera il regista ha partecipato alla presentazione del film al cinema Victoria insieme a una delegazione di abitanti di Fanano col sindaco Stefano Muzzarelli.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.15369651:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/il-film-di-francesco-bruni-il-regista-che-ama-il-nostro-appennino/77489/78068]]

LA STORIA «È un viaggio sulle tracce di una storia di guerra - continua Bruni - quella della seconda guerra mondiale, i ricordi portano al 1943 e quindi dovevo per forza andare sull’Appennino Tosco -Emiliano. Ho scelto proprio Fanano perché rispondeva a tutte le mie esigenze di regia e di sceneggiatura». I luoghi unici dell’appennino modenese quindi compaiono nel film, da Ospitale, al Lago Santo fino a Porretta Terme, come spiega ancora il regista: «Abbiamo girato a Ospitale poi siamo andati al Lago Santo, nella mia mente avevo l’idea di un lago con un’isoletta al centro e quando ho visto la conformazione del lago Santo era perfetto. È stata una bellissima esperienza, luoghi bellissimi e abitanti davvero gentili e ospitali». Una storia ispirata non solo alla realtà, a fatti realmente accaduti ma proprio alla storia del padre del regista: «Mi sono ispirato alla storia di mio padre, un suo ricordo vero del 1943 dove gli succede proprio quello che accade al protagonista, tra l’altro io sono molto affezionato a questi luoghi, mia moglie è bolognese e sono posti che ho frequentato spesso».

Una gioia e una grande emozione vedere la propria terra sul grande schermo, commenta il sindaco di Fanano: «È un territorio che ha tanto da raccontare e sono contento che un regista si sia accorto e abbia voluto raccontare queste bellezze». Presenti in sala anche alcuni fananesi che hanno partecipato come attori al film, chi come comparse e chi anche come controfigura: «Ho fatto la controfigura del poeta Giorgio, mestiere che conosco bene perché anche io nella vita scrivo poesie», commenta Giovanni Capucci. Una grande emozione per tutti, anche per il cinema, felicissimo di avere questo prestigioso ospite: «È stata una bellissima serata - dice la direttrice del cinema, Jessica Andreola - è stato molto interessante ascoltare i racconti del regista sulla genesi del film in sala insieme anche a chi ha partecipato, gli abitanti dell’Appennino».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google