Quei bambini nati tra le scosse che devono rivedere i paesi vivi
Finale consegna la Costituzione ai nati del 2012 mentre gli specialisti studiano le ricadute psicologiche Cna: «Ricostruzione finanziata dagli imprenditori». Confesercenti: «I centri storici siano priorità vera»
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Centocinquanta soltanto a Finale, un migliaio in tutto il cratere sismico: sono i bambini del 2012, quelli nati mentre la terra rigurgitava e i loro genitori vivevano tra l’angoscia del momento e la tensione di godersi la gioia della vita. Quei piccoli, come ha spiegato Gino Solera, presidente dell’Associazione Nazionale di Psicologia e di Educazione Prenatale, hanno vissuto inevitabilmente lo stato d’animo delle mamme che li portavano in grembo, coccolandoli, cercando di proteggerli. Il ricordo non può che andare a Martina Aldi, futura mamma scomparsa dopo aver dormito per giorni in auto. E proprio dal terremoto emiliano è nata un’appassionata e dettagliata analisi scientifica, emersa durante il convegno “Mamme senza scosse”, organizzato al Maf e che ha visto tra i relatori Antonella Diegoli (Centro Aiuto alla Vita), Enrico Bernini Carri, specialista in medicina delle catastrofi, Paolo Bellodi, ostetrico e neonatologo e Francesca Bennati, psicologa dell’emergenza. Si sono analizzati dati e Bellodi ha svelato le complessità di garantire sicurezza e privacy alle donne incinte mentre non c’era alcuna struttura sanitaria agibile.
Ma quei bimbi ora stanno crescendo, c’è chi fa domande sul terremoto, ma soprattutto sulle tante gru che riempiono i paesi. Quesiti innocenti a cui i futuri cittadini - a loro è stata donata la Costituzione italiana e lo Statuto comunale - cercano risposte, che meritano di avere. Le stesse che cercano anche i cittadini di oggi, vogliosi di ritrovare la vitalità di una terra che si sta sforzando a ripartire.
«I dati sulle imprese - analizza Cna - parlano di 170 decreti di concessione a favore di 187 imprese seguite dall’Associazione (il 90,1%), di oltre 26 milioni di indennizzi liquidati a fronte dei quasi 60 milioni concessi (il 43,9%)». Numeri che spiegano come la ricostruzione sia comunque stata finanziata dagli stessi imprenditori, pur consapevoli del fatto che gran parte di queste difficoltà sono nate dall’assenza di una legge nazionale. Alcune criticità rimangono: pensiamo soltanto ai centri storici, dove i lavori, per ovvie ragioni, stanno progredendo più lentamente».
«Registriamo - analizza Confesercenti - la persistente problematicità delle piccole imprese del commercio e dei servizi a rimanere sul mercato. Abbiamo apprezzato gli sforzi e l’impegno messi in campo dalle amministrazioni locali nell’approntare da subito, tutti gli strumenti urbanistici necessari per la ricostruzione del patrimonio edilizio. Come pure nel continuare ad organizzare eventi culturali, fieristici e di intrattenimento di richiamo, per mantenere vivi i luoghi colpiti e alto l’interesse su di essi. Ora però occorre che l’attenzione sia rivolta al tuttora persistente problema che gravita sui centri storici».
Chi invece ha scelto una data speciale per rilanciare l’attività è stata la F.lli Veronesi che ieri pomeriggio, a Massa, ha inaugurato l’allevamento e il mangimificio dell’azienda agricola di via Abbamotto. I locali, a causa del sisma, erano in parte crollati e in parte lesionati per una superficie di circa 10mila metri quadrati. I lavori si sono conclusi in aprile grazie a fondi quasi totalmente regionali. Al taglio del nastro hanno partecipato gli assessori regionali all’Agricoltura Simona Caselli e alla Ricostruzione Palma Costi. (fd)
Ma quei bimbi ora stanno crescendo, c’è chi fa domande sul terremoto, ma soprattutto sulle tante gru che riempiono i paesi. Quesiti innocenti a cui i futuri cittadini - a loro è stata donata la Costituzione italiana e lo Statuto comunale - cercano risposte, che meritano di avere. Le stesse che cercano anche i cittadini di oggi, vogliosi di ritrovare la vitalità di una terra che si sta sforzando a ripartire.
«I dati sulle imprese - analizza Cna - parlano di 170 decreti di concessione a favore di 187 imprese seguite dall’Associazione (il 90,1%), di oltre 26 milioni di indennizzi liquidati a fronte dei quasi 60 milioni concessi (il 43,9%)». Numeri che spiegano come la ricostruzione sia comunque stata finanziata dagli stessi imprenditori, pur consapevoli del fatto che gran parte di queste difficoltà sono nate dall’assenza di una legge nazionale. Alcune criticità rimangono: pensiamo soltanto ai centri storici, dove i lavori, per ovvie ragioni, stanno progredendo più lentamente».
«Registriamo - analizza Confesercenti - la persistente problematicità delle piccole imprese del commercio e dei servizi a rimanere sul mercato. Abbiamo apprezzato gli sforzi e l’impegno messi in campo dalle amministrazioni locali nell’approntare da subito, tutti gli strumenti urbanistici necessari per la ricostruzione del patrimonio edilizio. Come pure nel continuare ad organizzare eventi culturali, fieristici e di intrattenimento di richiamo, per mantenere vivi i luoghi colpiti e alto l’interesse su di essi. Ora però occorre che l’attenzione sia rivolta al tuttora persistente problema che gravita sui centri storici».
Chi invece ha scelto una data speciale per rilanciare l’attività è stata la F.lli Veronesi che ieri pomeriggio, a Massa, ha inaugurato l’allevamento e il mangimificio dell’azienda agricola di via Abbamotto. I locali, a causa del sisma, erano in parte crollati e in parte lesionati per una superficie di circa 10mila metri quadrati. I lavori si sono conclusi in aprile grazie a fondi quasi totalmente regionali. Al taglio del nastro hanno partecipato gli assessori regionali all’Agricoltura Simona Caselli e alla Ricostruzione Palma Costi. (fd)
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