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San Prospero riapre le porte del municipio 

di Luca Gardinale
San Prospero riapre le porte del municipio 

Ieri l’inaugurazione dello storico edificio chiuso da cinque anni per il terremoto Borghi: «Entro il 2018 vogliamo chiudere tutte le pratiche della ricostruzione»

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SAN PROSPERO. Il compito tocca ad Alfredo: quattro anni fa, quando la banda è nata, era uno studente delle elementari, come gli altri ragazzi. Oggi Alfredo è alto e va alle medie: è lui, poco dopo le 10.30, ad annunciare “Over the Rainbow” (“Oltre l’arcobaleno”), che accompagna la domenica di sole di San Prospero. E soprattutto accompagna l’inaugurazione del municipio, ripristinato dopo il terremoto che cinque anni fa aveva fortemente danneggiato l’edificio. Un investimento di oltre 550mila euro, in gran parte finanziati dalla Regione, permettendo così la messa in sicurezza dell’edificio, che ora ospita tutti i servizi, dal Welfare alla polizia municipale. E sono stati i ragazzi della DoReMi banda, dunque, ad accompagnare il taglio del nastro del municipio ripristinato in via della Pace: l’orchestra, nata a ottobre 2012 grazie all’impegno degli studenti delle elementari di San Prospero, ieri ha preceduto l’inaugurazione suonando alcune canzoni celebri, da “Over the Rainbow”, storica colonna sonora di “Alice nel Paese delle meraviglie”, a “Thriller” di Michael Jackson. Ma è stata soprattutto l’emozione provocata dalla rinascita del municipio la protagonista della mattinata di ieri a San Prospero, davanti a circa duecento persone. Dopo il concerto, sono stati il sindaco Sauro Borghi e l’assessore regionale alla Ricostruzione Palma Costi a tagliare il nastro, mentre tra il pubblico c’erano anche il senatore del Pd Stefano Vaccari e il consigliere regionale carpigiano Enrico Campedelli. «A San Prospero il terremoto è arrivato il 29 maggio - ha detto il primo cittadino - e tutti noi abbiamo ancora negli occhi quei secondi terribili in cui buona parte delle fondamenta che sono nel nostro dna hanno vacillato. Ora proviamo a metterci alle spalle quei momenti, con la consapevolezza che il terremoto ci ha fatto fare cose che altrimenti avremmo fatto fatica a fare. Per quanto riguarda la ricostruzione, tante cose sono state fatte, mentre il 2017 e il 2018 dobbiamo spenderli insieme per il progetto di riqualificazione di villa Tusini». Il sindaco ha concluso con un impegno: «Entro il 2018 - ha detto - voglio chiudere tutte le pratiche per la ricostruzione delle case e delle aziende di San Prospero». E a ricordare che «il lavoro che ci aspetta è importante» è stato l’assessore regionale Palma Costi, in questi giorni impegnata nelle cerimonie che accompagnano i cinque anni dal sisma e altre inaugurazioni: «Nove cittadini su dieci sono rientrati nelle loro case - ha spiegato - ma noi abbiamo l’obbligo di pensare anche agli altri. Oggi mancano ancora risorse, di cui circa 450 milioni per le opere pubbliche, ma stiamo lavorando con il presidente Bonaccini per avere altri fondi». Parlando della reazione dei cittadini della Bassa di fronte al dramma del 2012, l’assessore ha ricordato che «l’Emilia ha avuto la sua forza nei cittadini. Ora, guardando al futuro, dobbiamo diventare tutti più… giapponesi, dal momento che adesso sappiamo che il terremoto fa parte di noi e della nostra terra».
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