Addio a Sergio Benini Creò in San Biagio il palazzo della moda a Modena
Chiamò “Miracolo” il suo emporio di confezioni nel 1953 Amava i giochi di magia, sulla Costa intratteneva i turisti
MODENA. Era un commerciante di talento che metteva la sua inventiva sl servizio di mille trovate. Ma il mago Benini, così lo ricordano i più anziani, non ha mai smesso di essere curioso e attento sino all’ultimo alla città che aveva adottato .
Il cuore di Sergio Benini si è fermato l’altro giorno a 89 anni, dopo una vita passata a metà tra gli abiti e le trovate di magia che lo avevano portato a fare l’intrattenitore sulle navi da crociera.
Ma è nella moda che lui diede il meglio di sè, coniugando inventiva pubblicitarie e fiuto commerciale, a partire dal 1953 quando arrivò a Modena da Suzzara e capì che nella piccola città che si stava curando dalle ferite del dopoguerra una camicetta valeva più di mille parole per restituire la gioia alle signore.
La sua prima trovata azzeccata fu quella di trovare il posto giusto. E subito bussò alla porta del sindaco dell’epoca, Alfeo Corassori, chiedendogli in affitto i locali a fianco della scalinata del Comune, in piazza Grande. Come ebbe modo di raccontare nelle sue infinite affabulazioni negli anni a venire, l’accordo fu siglato grazie all’ingegnosa sponsorizzazione - ma non si chiamavano ancora così - per la banda musicale cittadina. Fornì le divise per i musicanti civici e tanto bastò, con una stretta di mano e l’affitto il locale fu suo. Lo stesso Benini, figlio di un commerciante di tessuti del mantovano, aveva respirato sin da piccolo l’aria della bottega artigiana. Quell’esperienza maturata in famiglia la sfruttò a Modena dove l’assortimento della sua offerta si ampliava di pari passo con le sue fortune commerciali. Chiamò il suo negozio “Al miracolo” e aveva come slogan, tutto un programma, “Nessuno regala, noi ci accontentiamo”.
Un realismo scanzonato e contagioso il suo. Alla fine degli anni ’60 cerca freneticamente nuovi spazi in centro, allora abitato e frequentato, ricco di uffici e scuole, per ampliare l’attività che va a gonfie vele. Così compra l’intera palazzina di fianco alla chiesa di S.Biagio: quattro piani e due scale mobili, rivaleggiando con la Standa a Modena, giusto lì vicino, e con la Rinascente a Milano. L’affollamento di curiosi che poi diventavano clienti era fenomenale, così come le sue trovate con le carte da gioco sulle grandi navi della Costa Crociere.
Un intrattenitore nato, che con il suo modo di fare riusciva a trovare la soluzione giusta per chiunque.
Lascia i suoi due figli, Enrico che è gioielliere e Riccardo, manager nel mondo degli spettacoli che stasera darà inizio al Festival del Cabaret Emergente. «Dedicherò a lui la serata» dice. L’ultimo saluto a Sergio Benini si terrà questa mattina nella cappella vicino alle camere ardenti dell’ospedale di Baggiovara.
Saverio Cioce
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