Caleidos: «Accuse infondate»
di Gaetano Josè Gasparini
Dopo le proteste dei migranti: «I ritardi del pocket money non dipendono da noi»
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A pochi giorni dalla manifestazione dei migranti, le cooperative e gli operatori chiamati in causa non ci stanno a passare per sfruttatori e responsabili di abusi. Pesanti le accuse dei migranti in lotta nei loro confronti: dallo sfruttamento lavorativo al pocket money che non verrebbe consegnato con regolarità. «Respingiamo, perché infondate, le accuse di sfruttamento e maltrattamenti e non siamo responsabili dei ritardi nella valutazione e concessione dei documenti», si legge nel comunicato diramato da Caleidos, la principale cooperativa attiva nel campo dell’accoglienza sul territorio. «Confermiamo i ritardi sull’erogazione del pocket money ma non dipendono da noi», specificano. «Non prenderemo nessun provvedimento nei confronti dei ragazzi scesi in piazza ma sono amareggiato, temo che il rapporto fra i ragazzi e gli operatori si guasti, già in alcuni casi abbiamo registrato una certa ostilità. Più di tutto temo che le eventuali strumentalizzazioni complichino il rapporto anche fra i ragazzi e la città: un clima di tensione che la nostra città non merita», afferma Giorgio Dell'Amico, coordinatore del progetto Mare Nostrum di Caleidos che segue oltre 1170 ragazzi. Dell'Amico si occupa di stranieri da 25 anni: «Le spese mensili di Caleidos ammontano a un milione euro: gestiamo 180 appartamenti, 3 strutture alberghiere; con noi lavorano 80 operatori, 20 insegnanti e una psicologa, facciamo i salti mortali per rientrare nei conti e non neghiamo che esistono ritardi nella consegna del pocket money ma dal 22 maggio è stata distribuita la mensilità di marzo quindi il ritardo sarà relativo solo al mese di aprile e a parte di maggio». Il coordinatore di Caleidos respinge le accuse di sfruttamento: «Ai ragazzi è data la possibilità di svolgere attività di volontariato, si tratta di 3-4 ore al giorno, due volte alla settimana: fanno i netturbini, aiutano gli anziani, i pazienti psichiatrici, niente di paragonabile allo sfruttamento». Mentre per i ritardi dei documenti spiega che, a causa dell'alto flusso di stranieri giunti negli ultimi anni, la macchina burocratica è andata in tilt . Dall’Angolo, l’altra cooperativa esplicitamente contestata, i toni sono più concilianti. «Conosciamo bene i ragazzi che sono scesi in piazza lunedì, sono brave persone - dice Gianluca Roberto, responsabile del progetto migranti della coo che ospita 250 ragazzi - la manifestazione di lunedì è stata manovrata dall’esterno».
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