Carpi, D'Alema: «Renzi di sinistra tiene solo lo stalinismo»
Le battute del leader, in città per la nascita di “Articolo Uno”: «Noi con gli operai, lui con Marchionne»
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CARPI. «Il paradosso più incredibile di Renzi è che ha abbandonato la sinistra, pur mantenendone un unico aspetto: lo stalinismo, ovvero la fedeltà al potere e al capo del partito».
È partito così Massimo D’Alema, ieri sera, alla sala congressi di via Peruzzi gremita da trecento persone, per l’assemblea costitutiva di Articolo Uno Mdp nelle Terre d’Argine.
Non ha risparmiato stilettate all’ex premier e lo ha fatto commentando la presa di posizione dei vertici della Regione che si sono schierati strada facendo dalla parte di Matteo Renzi. In sala tanti della vecchia guardia ex Pci, come Ermanno Losi, il sindaco Alberto Bellelli, ma anche l’assessore Simone Tosi, dichiaratamente renziano, Luigi Anceschi di Sinistra Italiana il quale ha affermato che la nascita di «Articolo Uno non ha rotto solo il Pd».
C’erano, poi, i modenesi Paolo Trande e Andrea Bosi.
«Noi stiamo costruendo il nostro movimento che raccoglie i valori della sinistra – ha proseguito il leader di Articolo Uno – è necessario ricostituirlo per contrastare le diseguaglianze e altri problemi come la disoccupazione giovanile. Non è una mania da nostalgici».
Un’altra stoccata D’Alema l’ha riservata alla legge elettorale. «Disastrosa – l’ha descritta in modo lapidario – Mentre la legge Mattarella prevedeva coalizioni nazionali con il loro simbolo e favoriva il confronto, questa favorisce il massimo del trasformismo a geometria variabile. Nelle regioni si possono formulare alleanze imprevedibili con il risultato che il Parlamento è fatto di notabili».
Bocciata anche la politica sull’immigrazione. «Necessario abolire la Bossi Fini – ha continuato D‘Alema – che ostacola l’immigrazione legale. E occorre anche fare distinzione tra i normali flussi migratori e l’emergenza con cui siamo costretti a convivere a causa delle guerre in Medio Oriente».
Altro affondo: la riduzione delle tasse ai ricchi: «Siamo l’unico paese europeo che l’Europa critica da sinistra – ha aggiunto D’Alema – lo stanziamento di 18 miliardi alle imprese non ha promosso la crescita. Siamo ultimi per ripresa dell’occupazione». E sul tema dell’economia, «quando abbiamo visto Renzi a caccia di selfie con gli industriali ce ne siamo andati. Sentire il segretario del tuo partito dire che Marchionne, uno che paga le tasse fuori dal suo paese, in un paradiso fiscale, ha fatto di più per gli operai dei tre sindacati confederati, è inaccettabile. Oltre questo limite ce ne siamo andati».
Sulle elezioni francesi D’Alema ha commentato che con il 23% di Macron non si può parlare di pieno successo. Ha poi confermato l’accordo con Pisapia per un movimento unico, di sinistra «mentre Renzi lavora per un accordo con Berlusconi». D’Alema è stato introdotto dalla senatrice Maria Cecilia Guerra e Lucio Ferrari.
Serena Arbizzi
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