Cultura, numeri e aiuti dividono Api e assessore
di Andrea Gilioli
Alleanza per l’Italia accusa Pigoni di aver perso contributi dalla Fondazione La replica: «Solo falsità. I fondi ricevuti sono molto più alti degli anni scorsi»
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Accuse pesanti e repliche indignate: così si può riassumere la querelle politica tra i “sedicenti” esponenti di Alleanza Per l'Italia e l'assessore alla cultura Giulia Pigoni. Motivo del contendere la gestione delle politiche culturali e il rapporto tra queste e i contributi annualmente erogati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Per l'API, infatti, la gestione della cultura avrebbe provocato “una riduzione da parte della Fondazione del proprio impegno di 50mila euro, che costringe il Comune di Sassuolo ad un impegno di spesa maggiore per garantire quanto già presentato”. L'accusa è stata diffusa con una nota, firmata dai “rutelliani sassolesi” con tanto di loghi e collegamento ad una pagina Facebook, e fa riferimento anche alle critiche sollevate tempo fa dai socialisti, attaccando personalmente l'assessore Pigoni. “Dopo il dinamismo di Claudio Corrado, durante l’amministrazione Caselli, – afferma il testo di API – la gestione Pigoni delle politiche culturali cittadine è da considerarsi deficitaria. Vediamo la giovane assessora più impegnata nelle attività politiche del Partito Democratico che in quelle culturali per la città e ricordiamo che sotto la sua gestione è stato chiuso anche il Teatro Carani”. L'Api chiede anche, implicitamente, le dimissioni di Giulia Pigoni. “Il sindaco Pistoni – concludono - rifletta sul ruolo assegnato alla giovane politica sanmichelese”. Le accuse, mosse da un movimento che, almeno a livello nazionale, è chiuso dal 2016, hanno ovviamente provocato la dura replica del Pd, con Gino Venturelli che ha posto l'accento sulla falsità dei dati riportati accusando l'API di usare “fake news” per conquistare notorietà, e della stessa Giulia Pigoni: “Non rispondo a notizie false – ha detto l'assessore – se non con i dati, numeri incontrovertibili che testimoniano come il contributo dato dalla Fondazione sia costante dal 2014 e molto più alto rispetto agli anni precedenti al mio insediamento”. Dai documenti prodotti dall'assessorato, in effetti, emerge un contributo per le attività culturali di 145mila euro, invariato dal 2014 (a fronte di un importo variabile tra i 98mila e i 121mila euro del periodo 2009-2013), cui si aggiungono altri 150mila euro nel biennio 2016-2017 per il rilancio di Palazzo Ducale e 150mila euro nel 2015 per i progetti legati a Expo. A non essere stati concessi dalla Fondazione, spiegano dalla giunta, sono invece ulteriori 30 mila euro che il Comune aveva richiesto per il 2017, che, sommati ad altri 20mila stanziati dal Comune, erano stati inseriti nel budget preventivo di inizio anno.
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