TEMPLE
L’associazione Crea e i ragazzi portano in scena il saggio
Grande affluenza di pubblico, l'altra sera, per la prima dello spettacolo “Il giro del mondo in 55 minuti” al teatro Temple di Sassuolo.L'associazione Crea, insieme ai ragazzi che da oltre 10 anni...
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Grande affluenza di pubblico, l'altra sera, per la prima dello spettacolo “Il giro del mondo in 55 minuti” al teatro Temple di Sassuolo.
L'associazione Crea, insieme ai ragazzi che da oltre 10 anni collaborano alla realizzazione di saggi finalizzati a consolidare la loro autonomia, ha messo in scena la versione rivisitata de “Il giro del mondo in 80 giorni”di Jules Verne. «C'è una scommessa in ballo: 20 sterline per fare il giro del mondo in 80 giorni. A teatro – commenta zelante e meticoloso l'attore che interpreta il cronometrista che si occupa di assicurare la giusta riuscita dello spettacolo nei tempi - 80 giorni dovrebbero essere raccontati in 55 minuti, ovvero 3.300 secondi. Giusto il tempo di raccogliere la propria roba e lasciare il palcoscenico in tutta fretta». Un esempio di meta-teatro dove lo spettacolo ne racconta un altro: gli attori, ingaggiati da un ricco e facoltoso magnate romano dell'industria cinematografica, mettono in scena, con qualche escamotage teatrale, la storia (liberamente ripercorsa dai due registi Francesco Gallo e Vito Valente) dello scrittore ottocentesco, esplorando, attraverso la loro immaginazione e quella del pubblico profondamente coinvolto e divertito, strade nuove. (m.p.)
L'associazione Crea, insieme ai ragazzi che da oltre 10 anni collaborano alla realizzazione di saggi finalizzati a consolidare la loro autonomia, ha messo in scena la versione rivisitata de “Il giro del mondo in 80 giorni”di Jules Verne. «C'è una scommessa in ballo: 20 sterline per fare il giro del mondo in 80 giorni. A teatro – commenta zelante e meticoloso l'attore che interpreta il cronometrista che si occupa di assicurare la giusta riuscita dello spettacolo nei tempi - 80 giorni dovrebbero essere raccontati in 55 minuti, ovvero 3.300 secondi. Giusto il tempo di raccogliere la propria roba e lasciare il palcoscenico in tutta fretta». Un esempio di meta-teatro dove lo spettacolo ne racconta un altro: gli attori, ingaggiati da un ricco e facoltoso magnate romano dell'industria cinematografica, mettono in scena, con qualche escamotage teatrale, la storia (liberamente ripercorsa dai due registi Francesco Gallo e Vito Valente) dello scrittore ottocentesco, esplorando, attraverso la loro immaginazione e quella del pubblico profondamente coinvolto e divertito, strade nuove. (m.p.)
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