Maria, immobile e muta, presenta il libro
“Ascoltami”, messaggio di speranza e gioia di vivere. Oggi incontro pubblico alla Rsa “9 Gennaio”
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Oggi a mezzogiorno, alla struttura “9 Gennaio” in via Paul Harris 165, verrà presentato il libro “Ascoltami! di Maria Ragazzi, edito da Artestampa. Un libro speciale per come è stato scritto e per il messaggio che porta, come assolutamente speciale è l’autrice, da dieci anni paralizzata a letto e senza voce in seguito a un incidente stradale in motocicletta. Alla presentazione, aperta al pubblico, saranno presenti, oltre all’autrice che comunicherà grazie a un sintetizzatore vocale, l’assessore alla Sanità Giuliana Urbelli, la direttrice della struttura “9 Gennaio” Giuseppina Pompili, il curatore DEL volume Gianni Ricci, l’editore Carlo Bonacini e Roberto Armenia che modererà l’incontro. Nel libro Maria Ragazzi – che può muovere soltanto un occhio - scrive della sua vita prima e dopo l’incidente e della terribile esperienza di essere creduta in coma per tre anni, mentre lei sentiva e vedeva tutto senza poter comunicare, prigioniera di un corpo che ormai non rispondeva più ai comandi di una mente ancora lucida.
Maria, che scrive grazie a uno speciale computer a puntatore ottico, riesce a trasmettere un messaggio di speranza nonostante le difficili condizioni in cui vive. Immobile, muta, ma con tante cose da dire: «Maria inizia a scrivere un diario nel quale mostra il suo ricchissimo mondo interiore – spiega Carlo Bonacini - Maria parla di se stessa, delle difficoltà con il marito, che dopo l’incidente si trova degente all’interno della medesima struttura, della terribile nostalgia che ha del passato, di quanto le manchino i figli e il suo ruolo di madre. Racconta i suoi momenti di debolezza, la sofferenza per la sua condizione, e la nostalgia “per il cibo vero” che non può più mangiare. Nel dolore che accompagna la sua condizione, però c’è una donna che non vuole smettere di vivere, che fa progetti per il futuro, che spera di poter andare a sentire un concerto e attende il giorno del referendum per andare a votare, che non cerca la pietà di chi le sta accanto, ma rapporti umani significativi e leali. Con uno stile cristallino, pungente, e a tratti ironico, Maria Ragazzi dà vita a un libro commovente e sincero e si fa portatrice di un importante messaggio di generosa speranza rivolto a tutti coloro che attraversano il grande mistero della sofferenza. “Mi è stato tolto tutto - scrive Maria - mi è rimasta solo la speranza, quella è radicata in me profondamente e non si può abbattere”. Potevamo lasciar cadere nel silenzio il suono di questa voce?».
Maria, che scrive grazie a uno speciale computer a puntatore ottico, riesce a trasmettere un messaggio di speranza nonostante le difficili condizioni in cui vive. Immobile, muta, ma con tante cose da dire: «Maria inizia a scrivere un diario nel quale mostra il suo ricchissimo mondo interiore – spiega Carlo Bonacini - Maria parla di se stessa, delle difficoltà con il marito, che dopo l’incidente si trova degente all’interno della medesima struttura, della terribile nostalgia che ha del passato, di quanto le manchino i figli e il suo ruolo di madre. Racconta i suoi momenti di debolezza, la sofferenza per la sua condizione, e la nostalgia “per il cibo vero” che non può più mangiare. Nel dolore che accompagna la sua condizione, però c’è una donna che non vuole smettere di vivere, che fa progetti per il futuro, che spera di poter andare a sentire un concerto e attende il giorno del referendum per andare a votare, che non cerca la pietà di chi le sta accanto, ma rapporti umani significativi e leali. Con uno stile cristallino, pungente, e a tratti ironico, Maria Ragazzi dà vita a un libro commovente e sincero e si fa portatrice di un importante messaggio di generosa speranza rivolto a tutti coloro che attraversano il grande mistero della sofferenza. “Mi è stato tolto tutto - scrive Maria - mi è rimasta solo la speranza, quella è radicata in me profondamente e non si può abbattere”. Potevamo lasciar cadere nel silenzio il suono di questa voce?».
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