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Modena, ieri ragazze svantaggiate, oggi modelle che sfilano

di Eleonora Degoli
Modena, ieri ragazze svantaggiate, oggi modelle che sfilano

Ultimi preparativi per la passerella a Casa Regina della Famiglia per la collezione preparata e presentata da giovani indigenti o bisognose di aiuto diventate allieve

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MODENA. La solidarietà sfila in passerella. Il 27 maggio le ragazze dell'associazione Pro Dignitate sfileranno con gli abiti prodotti da loro stesse con l'aiuto di stiliste e modelliste.
La collezione primavera-estate è un modo per veder realizzato il lavoro dei numerosi corsi offerti nella sede di Casa Regina della Famiglia: dal cucito al modellismo, dalla pittura al decoro floreale, senza escludere gli insegnamenti per i più piccoli. Saranno proprio i bambini ad aprire l’evento che coinvolgerà la sfilata: dopo aver seguito un corso di strumenti a percussione, la banda dei piccoli “Tamburiamo” darà ritmo alla giornata.
Le lezioni di Pro Dignitate sono aperte a tutti, ma per le ragazze in difficoltà sono gratuite.

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«Lo scopo dell'associazione è quello di aiutare persone svantaggiate, - spiega Vittorio Muratori Casali, presidente di Pro Dignitate - che si trovano ad affrontare difficoltà economiche, psicologiche o sociali e che hanno bisogno di un reinserimento. In che modo cerchiamo di aiutarle? Il nostro motto è educare o rieducare facendo. Cioè dando la possibilità alle persone che si rivolgono a noi di riottenere un'autostima o una speranza, una prospettiva per il futuro. Chi segue i nostri corsi ha l’opportunità di vedere realizzate opere fatte con le proprie mani di cui andare fiero».


L'associazione conta oggi su più di sessanta soci e venticinque volontari. Uno dei più importanti eventi organizzati sono proprio le sfilate, che si tengono due volte l’anno. Quella che si svolgerà questo sabato a partire dalle 16,30 sarà la quinta e metterà in scena abiti della collezione primavera-estate, mentre a ottobre è previsto un evento per i capi autunno-inverno.
«È un’iniziativa interessante - aggiunge Cecilia Cortesi, insegnante e organizzatrice - perché a indossare gli abiti sono le stesse ragazze dei corsi che hanno contribuito a realizzarli. Spesso sfilano con anche i loro bambini».
L’evento prende il nome “Sfilata per Filomena”. Si tratta di una dedica a chi ha permesso all'associazione di nascere. «Pro Dignitate è nata per volontà di mia moglie, Filomena Testi» racconta Muratori Casali, spiegando come la storia dei corsi a Casa Regina sia strettamente legata a quella dell’istituto di Modena Florentia, chiuso nel 2002.


«Filomena ha dedicato la sua vita alle ragazze. Figlia del fondatore del Florentia, è stata direttrice dell'istituto per 25 anni, fino alla chiusura. Finita l'avventura della scuola, nel 2002, Filomena ha voluto continuare la sua opera come educatrice e professionista del settore della moda organizzando corsi di formazione. Questa attività era in contemporanea legata, come opera di volontariato, a una comunità di accoglienza che si dedica alle ragazze madri, a donne svantaggiate e a persone che hanno bisogno perché provenienti dall'estero. Nel 2008, mia moglie pensò di istituire dei corsi anche per loro, avvalendosi della collaborazione di ex insegnanti o di ex allieve del Florentia che si sentivano di dover restituire qualcosa di quel che avevano ricevuto. Così nel 2014 è nata ufficialmente l’associazione Pro Dignitate, anche se i corsi esistevano già da prima».


Sono un’ottantina le donne che nel 2016 hanno seguito i corsi a Casa Regina. Molte sono straniere, altre hanno avuto problemi economici, di dipendenza, o hanno una storia di violenza alle spalle. Stando insieme si relazionano, si aprono reciprocamente e durante i corsi hanno la consapevolezza di star lavorando insieme per un progetto comune. «Ecco come queste ragazze arrivano a riconquistare una propria dignità», conclude Muratori Casali.


I materiali per realizzare gli abiti delle sfilate vengono regalati da vari negozi, mentre altre Onlus collaborano con Pro Dignitate. Tra queste ad esempio Casa delle donne, la Comunità Papa Giovanni XXIII e Mamma Nina Onlus.

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