«Altri profughi, e chi controlla i jihadisti?»
«Le parole rassicuranti del prefetto, con tutto il rispetto, non parlano il linguaggio della realtà ma dell'utopia». Così Forza Italia a Modena, per iniziativa della coordinatrice provinciale dei...
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«Le parole rassicuranti del prefetto, con tutto il rispetto, non parlano il linguaggio della realtà ma dell'utopia». Così Forza Italia a Modena, per iniziativa della coordinatrice provinciale dei giovani azzurri Valentina Mazzacurati (in foto) e del consigliere regionale Enrico Aimi, scuote la testa di fronte all'uscita del prefetto Maria Patrizia Paba, che ha rimesso in fila le priorità per l'accoglienza nel territorio: più accoglienza e alloggi nei Comuni che ancora non ospitano migranti, visto che ne arriveranno a breve altri 500, volontariato e formazione per chi arriva, cautela sulla correlazione sicurezza-ospiti.
Consigliere regionale e coordinatrice Fi, tuttavia, evidenziano: «Quanti radicalizzati vivono sul nostro territorio e, comunque, in Italia? Chi condivide social inneggianti alla jihad va controllato ed espulso, nella migliore delle ipotesi. Siamo stanchi di assistere alla stupida retorica buonista di chi pensa di combattere questo tragico fenomeno facendo fare ai ragazzi disegni con i gessetti colorati o marce della solidarietà dopo ogni attentato».
Aggiungono la Mazzacurati e Aimi: «Dovremmo invece colpire in modo fermo le radici del terrore e allontanare tutti coloro che, giunti in Italia e caricati sulle nostre oramai deboli spalle, pensano di venire a dettar legge a casa nostra. Quelli che abbracciano culture, religioni, ideologie contrarie ai principi di libertà, pace, democrazia, uguaglianza e rispetto del prossimo devono tornare da dove sono venuti». Sempre Aimi e Antonio Platis, capogruppo fi nell'Unione dei Comuni dell'Area Nord, si chiedono: «Corsi di formazione ed altri progetti? Perfino gli otto Comuni del cratere, che hanno detto sì all'accoglienza, non vogliono sobbarcarseli. Chi paga?»
Consigliere regionale e coordinatrice Fi, tuttavia, evidenziano: «Quanti radicalizzati vivono sul nostro territorio e, comunque, in Italia? Chi condivide social inneggianti alla jihad va controllato ed espulso, nella migliore delle ipotesi. Siamo stanchi di assistere alla stupida retorica buonista di chi pensa di combattere questo tragico fenomeno facendo fare ai ragazzi disegni con i gessetti colorati o marce della solidarietà dopo ogni attentato».
Aggiungono la Mazzacurati e Aimi: «Dovremmo invece colpire in modo fermo le radici del terrore e allontanare tutti coloro che, giunti in Italia e caricati sulle nostre oramai deboli spalle, pensano di venire a dettar legge a casa nostra. Quelli che abbracciano culture, religioni, ideologie contrarie ai principi di libertà, pace, democrazia, uguaglianza e rispetto del prossimo devono tornare da dove sono venuti». Sempre Aimi e Antonio Platis, capogruppo fi nell'Unione dei Comuni dell'Area Nord, si chiedono: «Corsi di formazione ed altri progetti? Perfino gli otto Comuni del cratere, che hanno detto sì all'accoglienza, non vogliono sobbarcarseli. Chi paga?»
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