Carpi, incendiato il cantiere di via Vecchi
Appiccato il rogo alle travi di legno all’interno della recinzione. I residenti: «Scriveremo al Santo Padre». Trovati indizi
CARPI. Un nuovo episodio, inquietante, si è verificato presso il cantiere della Cittadella della carità, l’edificio fortemente voluto dal vescovo Francesco Cavina, per offrire sostegno ai padri separati in gravi difficoltà economiche.
Dopo le proteste, anticipate dalla Gazzetta, dei residenti contrari alla cementificazione dell’area verde, nella notte fra lunedì e ieri un incendio doloso si è verificato all’interno del cantiere: sono state bruciate alcune travi di legno. I carabinieri stanno indagando per danneggiamento a seguito di incendio e sul posto sono già stati ritrovati degli indizi: tra questi, una bottiglia di alcolici lasciata sul cantiere probabilmente da chi ha appiccato il rogo.
«Prendiamo le distanze da quanto accaduto ieri notte - si sfoga Luisa Pini, residente nel quartiere - che, peraltro, poteva danneggiare e mettere in pericolo anche le nostre abitazioni. Non so chi abbia scelto di compiere un gesto come questo, passando inevitabilmente dalla parte del torto. Questo non è un modo di comportarsi civile: protestare è una cosa giusta, che la questione si risolva o meno, ma non così. La sera precedente ci eravamo ritrovati, nella zona, per programmare la raccolta di firme ma la situazione ha preso veramente una brutta piega e un evento del genere ci lascia costernati, oltre che intimoriti. Penso al pericolo che abbiamo corso - conclude la signora Pini - nel prato è posizionata la cabina che contiene i contatori del gas e il parcheggio antistante è sempre pieno di macchine, a benzina e a gpl: se avessero preso fuoco?».
Nella mattinata di ieri, i lavori sono proseguiti e sono state cancellate le scritte ingiuriose apposte, nei giorni scorsi, sui manifesti all'ingresso del cantiere. Nel frattempo, si medita sul da farsi e c'è chi ha proposto persino di scrivere al Santo Padre.
Nel frattempo, la Diocesi ribadisce la bontà del progetto e la volontà di portarlo avanti. «L’area è di proprietà della Diocesi - scrive la Diocesi - Verso sud, in una porzione dell’attuale area a prato, sorgerà un fabbricato a due piani, disposto parallelamente a via Vecchi e allineato planimetricamente con i restanti corpi edilizi, che costituiscono la corte, nel tentativo di instaurare con essi un dialogo. La nuova costruzione, le cui spese sono interamente a carico della Chiesa, porterà inevitabilmente ad una riduzione dell’area verde ma in modalità discreta. Il lotto misura 985 mq: originariamente la chiesa avrebbe occupato 600 mq, mentre il fabbricato che sarà costruito si estende per 196 mq. La Diocesi ha deciso quindi di occupare solo un terzo del previsto».
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