«I privati mettano a disposizione le case per accogliere i profughi»
di Alfonso Scibona
Francesco Tosi, assessore dell’Unione, interviene dopo l’annuncio del Prefetto di altri 500 nuovi arrivi «Interi edifici potrebbero anche essere requisiti se mancano abitazioni disponibili sul territorio»
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«Sarebbe auspicabile che tutti i Comuni d’Italia facessero la loro parte e nello stesso tempo che anche i privati si mettessero a disposizione con i loro immobili per trovare una soluzione a questo problema sociale».
Il sindaco di Fiorano Francesco Tosi in qualità di assessore ai servizi sociali dell’Unione dei Comuni del distretto ceramico, interviene in merito all’arrivo di altri 500 profughi in provincia. Un tema che interessa da vicino la provincia, anche alla luce delle ultime dichiarazioni del Prefetto.
«Vorrei specificare che la situazione nei nostri quattro Comuni non è molto pesante - aggiunge - e non ci sono state occasioni in cui i profughi siano finiti nell’occhio del ciclone. Tornando alla suddivisione sul territorio nazionale, giusto per una questione di equità, se è vero quello che riportano le cifre in mio possesso, cioè che solo 2500 Comuni su 8mila in Italia hanno detto sì all’accoglienza, vuol dire che prima di gravare ancora su questi Comuni bisognerebbe chiedere un’apertura ai rimanenti 5500. Dopo gli ultimi parametri abbiamo visto che la Prefettura di Modena ha aperto ad altri arrivi e la cooperativa Caleidos ha nuovamente iniziato, da settimane, la ricerca di appartamenti dove inserire queste persone. Quello che possono fare i Comuni è poco, oltre a mettere a disposizione delle abitazioni se ne hanno o prendere atto che i privati ne mettano a disposizione a loro volta. Certo è che il rischio di avere delle situazioni come l’hotel Giardini a Formigine, stipato di profughi, è da scongiurare negli altri Comuni. Piuttosto, come abbiamo fatto a Fiorano, è meglio adoperarsi e mettere a disposizione un paio di appartamenti per evitare che poi possa succedere qualcosa di diverso».
Questo qualcosa potrebbe consistere nel fatto che tutti i Comuni d'Italia svolgessero la loro parte e nello stesso tempo che anche i privati si mettessero a disposizione i loro immobili per trovare una soluzione a questo problema sociale.
«Se non si trovano abitazioni disponibili - continua il primo cittadino Tosi- il Prefetto potrebbe anche decidere di requisire interi edifici e metterci dentro le quote di profughi che sono assegnati a quel territorio. Ancora non ci sono segnali che vanno in questa direzione ma credo che anticipare una eventuale mossa di questo genere, mettendo a disposizione liberamente immobili sfitti, il cui affitto sarebbe più che garantito dallo stato, scongiurerebbe il tutto. Oltre a questo invito vorrei anche che venissero adottate le procedure per l'utilizzo di queste persone per lavori di pubblica utilità, affiancando il volontario dei nostri Comuni. Procedure che sono già attive per i nostri volontari e che darebbero anche una giusta dignità a queste persone nei territori dove andranno a vivere».
Il sindaco di Fiorano Francesco Tosi in qualità di assessore ai servizi sociali dell’Unione dei Comuni del distretto ceramico, interviene in merito all’arrivo di altri 500 profughi in provincia. Un tema che interessa da vicino la provincia, anche alla luce delle ultime dichiarazioni del Prefetto.
«Vorrei specificare che la situazione nei nostri quattro Comuni non è molto pesante - aggiunge - e non ci sono state occasioni in cui i profughi siano finiti nell’occhio del ciclone. Tornando alla suddivisione sul territorio nazionale, giusto per una questione di equità, se è vero quello che riportano le cifre in mio possesso, cioè che solo 2500 Comuni su 8mila in Italia hanno detto sì all’accoglienza, vuol dire che prima di gravare ancora su questi Comuni bisognerebbe chiedere un’apertura ai rimanenti 5500. Dopo gli ultimi parametri abbiamo visto che la Prefettura di Modena ha aperto ad altri arrivi e la cooperativa Caleidos ha nuovamente iniziato, da settimane, la ricerca di appartamenti dove inserire queste persone. Quello che possono fare i Comuni è poco, oltre a mettere a disposizione delle abitazioni se ne hanno o prendere atto che i privati ne mettano a disposizione a loro volta. Certo è che il rischio di avere delle situazioni come l’hotel Giardini a Formigine, stipato di profughi, è da scongiurare negli altri Comuni. Piuttosto, come abbiamo fatto a Fiorano, è meglio adoperarsi e mettere a disposizione un paio di appartamenti per evitare che poi possa succedere qualcosa di diverso».
Questo qualcosa potrebbe consistere nel fatto che tutti i Comuni d'Italia svolgessero la loro parte e nello stesso tempo che anche i privati si mettessero a disposizione i loro immobili per trovare una soluzione a questo problema sociale.
«Se non si trovano abitazioni disponibili - continua il primo cittadino Tosi- il Prefetto potrebbe anche decidere di requisire interi edifici e metterci dentro le quote di profughi che sono assegnati a quel territorio. Ancora non ci sono segnali che vanno in questa direzione ma credo che anticipare una eventuale mossa di questo genere, mettendo a disposizione liberamente immobili sfitti, il cui affitto sarebbe più che garantito dallo stato, scongiurerebbe il tutto. Oltre a questo invito vorrei anche che venissero adottate le procedure per l'utilizzo di queste persone per lavori di pubblica utilità, affiancando il volontario dei nostri Comuni. Procedure che sono già attive per i nostri volontari e che darebbero anche una giusta dignità a queste persone nei territori dove andranno a vivere».
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