Gazzetta di Modena

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Emotion

“Mansionatemi”

Cristiana Minelli

Lui è nigeriano. Lo chiameremo John perché, dice, il suo nome, qui da noi, non lo sa pronunciare nessuno. Tende la mano, come tanti altri John, davanti ai luoghi affollati, ai semafori, lungo le...

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MODENA. Lui è nigeriano. Lo chiameremo John perché, dice, il suo nome, qui da noi, non lo sa pronunciare nessuno. Tende la mano, come tanti altri John, davanti ai luoghi affollati, ai semafori, lungo le strade della città che ogni giorno ci portano ovunque, ma non incontro ai derelitti.
Cerca di rendersi utile, offrendo piccoli servigi senza essere invadente, per conquistarsi una mancia che possa essere interpretata, almeno in parte, come un compenso. Non ha ombrelli, non ha giacche per coprirsi, qualche volta somiglia a un cartello stradale in mezzo alle intemperie. Ma sorride sempre.
Oggi ha qualcosa di nuovo. Un cartello sulla maglietta. C’è scritto “Mansionatemi”. Una richiesta d’aiuto strutturata come una circolare sindacale. Seppur concisa.
Sai cosa vuol dire? Gli chiedo mentre mi aiuta a mettere a posto le buste della spesa.
«No b-llissima», mi risponde, perdendosi per strada quella “e” che diventa atona, forse solo per darti ancora un po’ di soddisfazione con il complimento. «Vuol dire ho fame?».
No. Ma perché lo indossi? Chi te l’ha dato?
«Me l’han dato i cinesi. Io sto da loro». E fa un gesto largo, che allude a tutt’altra parte della città, un quartiere lontano, dove stanno i derelitti.
Vuol dire datemi qualcosa da fare, datemi un lavoro, vuol dire ridatemi la dignità di uomo, ecco cosa vuol dire.
Mi guarda stringendo gli occhi, cercando di interpretare quel che gli sto dicendo. «I cinesi lavorano tanto», aggiunge.
E dove?
«Alla fabbrica».
Ecco perché il messaggio somiglia a una circolare sindacale. Confesso che è la prima volta che apprezzo il linguaggio di settore, cui sono stata sempre dichiaratamente allergica, perché trovo che questo cartello sia un modo geniale, oltreché di una precisione chirurgica, di presentare insieme un problema e l’urgenza della sua soluzione. Anzi l’imperativo della sua soluzione.
La gente spesso passa ignorando John, disprezzandolo, qualcuno anche insultandolo. Ma il cartello che porta questo ragazzo nigeriano in una delle isole residenziali più felici della città potrebbero portarlo in tanti, esodati, precari, insegnanti, giovani laureati, disoccupati in genere. “Mansionatemi”. Qualcuno risponderà all’imperativo?
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