Modena, i segreti del planetario raccontati in un libro
La città ha sempre amato le stelle, ma non sempre se lo ricorda. Per questo Nunzia Manicardi ha scritto “Modena e l’Astronomia”. Un libro che racconta la storia del Civico Planetario “Francesco Martino”...
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Modena ha sempre amato le stelle, ma non sempre se lo ricorda. Per questo Nunzia Manicardi ha scritto “Modena e l’Astronomia”. Un libro che racconta la storia del Civico Planetario “Francesco Martino”, «un’istituzione cittadina che non ha una valenza solo locale, ma nazionale. - spiega la Manicardi - Infatti il planetario di Modena rimane tutt’oggi insuperato perché rappresenta una ricchezza, sia dal punto di vista edilizio che dei materiali che per la didattica che contiene». La scrittrice, insegnante e giornalista racconta la genesi del planetario, sia nel significato di edificio che in quello di strumento d’osservazione del cielo. Dall’idea, nata nel 1975, alla vera e propria nascita, nel 1990. «Dietro al planetario vi era l’intento di sfruttare l’astronomia per incentivare tutte le altre materie scientifico a livello didattico. - sottolinea la scrittrice - In altre parole si cercava di invogliare gli studenti (che anche nel ’75 non erano molto interessati alla matematica) a fare calcoli utilizzando l’astronomia, perché con essa studiavano più volentieri. Questa idea, nata a livello nazionale, è stata elaborata a Modena da due professori del Corni, Mario Luglio e Francesco Martino, a cui è dedicato il planetario. Da allora l’attività è stata intensa e di altissimo livello e così è ancora oggi. Quindi io sono stata ben contenta di raccontare questa storia». Ma se la scrittrice si fosse fermata qui, avrebbe potuto chiamare il libro in un’altra maniera. «Avrei fatto prima a intitolarlo “Il planetario di Modena”, - confessa la Manicardi - ma io volevo valorizzare il tutto». Come il Marco Polo delle Città Invisibili, che parte dal tassello di legno di una scacchiera per spiegare al Gran Kan quanto lavoro si nasconda dietro a quel gioco, la scrittrice modenese parte dal planetario per raccontare la storia di tutta l’astronomia a Modena. Una storia antica e piena di eccellenze, come Geminiano Montanari, studioso del 1600 che disegnò la carta della Luna, osservandola dalla torre del castello di Panzano. «Era andato lì per è andato lì per disegnarla - prosegue l’autrice - in maniera realistica e non con le figure mitologiche, come invece si faceva allora. La carta della luna è stata la prima del suo genere a livello mondiale». Montanari non è stato l’unica eccellenza modenese: «Amici, Tacchini, Bianchi, Annibale Riccò… ne abbiamo avuti molti» conclude la Manicardi. “Modena e l’Astronomia” verrà presentato venerdì dal sindaco Muzzarelli al Palazzo comunale (ore 17.30). «Questo testo è il primo e unico dedicato a un planetario, o meglio: alla storia di un planetario. In questo modo il Francesco Martino non rimane solo uno strumento di didattica, ma diventa cultura in senso più esteso. Tutt’oggi questo planetario è un unicum. Bisognerebbe che non ci meravigliassimo, perché a Modena abbiamo una cultura ricchissima di cui non sempre, purtroppo, siamo consapevoli».
Eleonora Degoli
Eleonora Degoli
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