Modena, le parole dal silenzio, il libro di Maria
Presentato il diario della donna da 10 anni immobile per un incidente. L’assessore Urbelli: potrà avere un nuovo computer
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MODENA. Maria ce l’ha fatta, ha pubblicato “Ascoltami”. Lo ha fatto senza le sue forze: quelle l’hanno abbandonata dieci anni fa, quando è rimasta paralizzata dopo un incidente stradale in moto. Non muove le gambe, né le braccia, non parla.
Immobile e muta. Ma con tante cose da dire e soprattutto con una volontà straordinaria. Così è nato il suo libro, edito da Artestampa e presentato ieri alla Rsa “9 Gennaio” dove Maria passa le giornate osservando dalla finestra un angolo di giardino e scrivendo al computer. Lo ha fatto per anni, lettera dopo lettera, parola dopo parola. Maria può muovere solo l’occhio destro e con quello comunica e, grazie a un computer a puntatore ottico, scrive. Un sintetizzatore vocale, dal timbro metallico, traduce in frasi i suoi appunti.
È stato un giorno speciale per Maria Ragazzi, 67 anni. Da tempo non era circondata da tante persone, un centinaio, arrivate per salutare il traguardo raggiunto. “Buongiorno a tutti” è stato il benvenuto di Maria.
In tanti l’hanno ringraziata per l’ottimismo e la speranza che sprigiona “Ascoltami”, il diario di una vita. Come ogni diario, contiene rimpianti e anche rabbia, ma è un altro il messaggio più potente: è quello della gioia di vivere anche così, paralizzata e senza voce, in un’epoca in cui – di fronte al dolore insopportabile – altri invocano la fine.
Maria Ragazzi non vuole morire. Nonostante tutto, vuole gridare la bellezza di esistere e la grandezza di resistere a un destino davvero amaro. Tutto questo grazie a una mente vigile e brillante, a una grande cultura – era insegnante di Italiano – a una sensibilità innata ma affinata dalla sofferenza e dalle privazioni.
L’assessore Giuliana Urbelli, presente all’incontro, ha promesso di fare il possibile per dotare Maria di un nuovo computer, più aggiornato e veloce: «Ha ancora tanto da insegnarci». La direttrice della “9 Gennaio” Giuseppina Pompili ha ringraziato il personale che assiste Maria e ha sottolineato la lezione ricevuta da questa degente così particolare: “Vivere è pensare al futuro”. Hanno parlato il figlio Andrea, le amiche, il giudice tutelare, l’amministratore di sostegno e l’editore Carlo Bonacini, che ha ripercorso il non facile percorso che ha portato alla pubblicazione di “Ascoltami”: nato da 1500 pagine di pensieri, ricordi e passioni raccolti negli anni da Maria Letizia Lombardi - cui è dedicato il volume - la logopedista che per prima ha compreso il valore degli scritti, a volte teneri, a volte brucianti, che Maria lentamente compone muovendo l’occhio destro su una tastiera virtuale.
Gianni Ricci, che ha curato il libro, ha imparato a conoscere lo spirito e il carattere di Maria, “le cui parole possono essere di aiuto a tante persone. Dietro l’apparente monotonia delle sue giornate - ha sottolineato - lei riesce a cogliere momenti di riflessione profondi. Se la mente funziona, la vita vale la pena di essere vissuta e raccontata”.
E Maria? Oltre all’iniziale saluto, ha detto poche parole, riuscendo comunque a scherzare di fronte a tutti quei complimenti attestati di stima: “Sono solo una povera disgraziata”. Ma lei è stata la protagonista assoluta, sicuramente felice di tanta attenzione e sincera ammirazione per la forza insospettabile racchiusa in quel corpo così debole e sofferente.
Carlo Bonacini nel libro ci ha creduto e anche lui era raggiante: tra i tanti messaggi che ha ricevuto, ne ha citato uno che - ha ammesso - gli ha strappato una lacrima: anche le rose del mio giardino sono immobili e mute, eppure bellissime.
Ieri, nella sua triste immobilità, Maria era splendida e vola altissima.
Giovanni Gualmini
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