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Muore in moto, la compagna: «Ovunque tu sia, portati l’amore che provo per te»

Muore in moto, la compagna: «Ovunque tu sia, portati l’amore che provo per te»

Le strazianti parole della fidanzata di Fabio, deceduto nell’incidente di Savignano.  Castelfranco è in lutto per il motociclista vetraio 39enne. Aperta un’inchiesta 

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CASTELFRANCO . «Sei arrivato nella mia vita portando subbuglio, chiasso, vivacità, attenzioni, dolcezza e affetto smisurato. Fabio Tavernari, il mio grande amore è cominciato il 22 agosto 2016 e non è ancora finito... Ovunque tu sia o stia andando, porta con te i giorni passati assieme, io lo farò... Eri e sei tutt’ora il mio piccolo grande mondo. Ti Amo». Con queste strazianti parole, ieri Silvia, la compagna di Fabio, ha voluto salutare il suo uomo, deceduto nell’incidente stradale di lunedì pomeriggio a Magazzino. Fabio e Silvia abitavano insieme da qualche mese, a Savignano.

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E dopo la pubblicazione della sua lettera, per la ragazza è stato un immenso mare di affetto e di condoglianze.
Così come per tutta la famiglia di Fabio. Soprattutto per i genitori: papà Marino, che a Fabio aveva trasmesso l’arte del vetraio, e mamma Patrizia, che lavora ancora allo Spallanzani : «A scuola abbiamo avuto troppe di queste disgrazie. Ora mio figlio...», diceva sconvolta l’altra sera in via Falloppia, dove ha voluto vedere cosa fosse accaduto al suo Fabio. Un uomo che viene descritto speciale anche dai datori di lavoro, Andrea e Luca Grazi, titolari della nota vetreria di San Cesario dove Fabio si occupava dei montaggi: «Una persona eccezionale, sul piano umano e lavorativo. Di una competenza e una disponibilità che non si possono neppure descrivere. Per noi è andato ovunque nel mondo. Gli potevi chiedere qualsiasi sacrificio che non ti diceva mai no. Siamo sconvolti, da ultimo era felice: aveva un progetto di vita con Silvia, aveva persino cambiato auto, pensando che un giorno doveva esserci il posto anche per un figlio».

Secondo la ricostruzione, Fabio in questi giorni era in ferie. Avrebbe dovuto rientrare ieri, ma lunedì ha chiamato i colleghi, per fare un salto in ditta e verificare di persona che fosse tutto pronto per la consegna del martedì. È partito, inforcando la sua seconda moto, una Ducati, da poco acquistata. Ma ad attenderlo sul passo carraio del prosciuttificio Vignoli il destino ha messo il furgone carico che usciva. Dopo la frenata, l’urto non è stato violento, ma fatale. La data del funerale verrà fissata oggi, anche se ieri sera si ipotizzava per domani. Intanto è stata aperta un’inchiesta della Procura.

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