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Punto nascite, appello ai sindaci 

Punto nascite, appello ai sindaci 

I Cinquestelle: «Deve restare aperto: Pavullo è un riferimento per il Frignano»

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PAVULLO. Torna alla ribalta la questione dell’ospedale di Pavullo, e del punto nascite in particolare, la cui sopravvivenza sembra sempre più a rischio a fronte del continuo calo di parti: solo 196 nell’arco del 2016, contro i 261 dell’anno prima e i 500 della soglia di sopravvivenza per i reparti in base all’accordo Stato-Regioni.
Della situazione attuale e delle prospettive si discuterà ampiamente domani sera in Consiglio, con due interrogazioni (Minelli e Movimento 5 Stelle), ma il problema assume anche una prospettiva sovracomunale. I consiglieri 5 Stelle Davide Venturelli e Fabio Catani hanno infatti inviato ieri una lettera aperta a tutti i sindaci e i consiglieri dei dieci Comuni del Frignano chiedendo mobilitazione per scongiurare la chiusura di questa strategica realtà assistenziale.
«I reparti di Ginecologia e Ostetricia e di Pediatria di Pavullo - notano - rappresentano un efficace punto di riferimento e servizio a tutela dei nascituri e delle future mamme, soprattutto per quelli che risiedono nei comuni più distanti dalla pianura».
Ma c’è anche un discorso interno alla struttura: «L’esistenza del punto nascite – puntualizzano – è essenziale per il mantenimento delle sale operatorie e della guardia anestesiologica h24, dalle quali dipende a sua volta il rinnovamento strutturale del Pronto Soccorso. Tutto dunque è connesso, e l’eventuale chiusura o ridimensionamento di un reparto porterebbe conseguenze problematiche sull’intera rete ospedaliera pavullese».
Di qui la richiesta di fare sentire la propria voce, in particolare ai sindaci, che sono i primi responsabili sanitari dei rispettivi territori. A loro si chiede «una presa di posizione forte e coesa a favore del mantenimento del servizio sanitario in montagna, specialmente quello del punto nascite e dei reparti ad esso connessi. Sindaci, non lasciate che decisioni politiche, abilmente mascherate da motivazioni “tecniche”, portino la montagna a perdere un servizio fondamentale, un servizio che ha brillato come eccellenza nella rete provinciale e possiede ancora tutte le caratteristiche e le competenze per tornare a risplendere».
La convinzione è che facendo fronte comune si possano dare nuove prospettive al punto nascite, in dialogo col territorio: «La salute – chiosano Venturelli e Catani - non ha colori politici: difendiamo il nostro diritto a continuare a nascere e vivere in sicurezza in montagna». (dm)

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