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Roberto Baccaro: «Prima di tutto una scuola di vita: questo è il karate»

di Serena Fregni
Roberto Baccaro: «Prima di tutto una scuola di vita: questo è il karate»

Il Maestro fondatore della palestra Taiji Kase racconta 40 anni dedicati alle arti marziali

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È uno dei Maestri più stimati a livello nazionale. Roberto Baccaro, punto di riferimento delle arti marziali, insegna nella sua palestra, “Taiji Kase”, fondata parecchi anni fa, nel 1969 e diventata in poco tempo un’istituzione a Modena per queste discipline con l’aggiunta anche dello yoga. Un uomo carismatico, che trasmette tranquillità e allo stesso tempo fermezza, un insegnante con valori basilari da cui non può prescindere, come l’onestà, il rispetto per il prossimo e la disciplina, valori che insegna ogni giorno. Un uomo che è “Maestro” anche perché il suo insegnamento non è solo quello delle arti marziali ma, più in generale, di un modo di vivere fatto di disciplina, rispetto e passione. Entrare nella sua palestra è come entrare a casa sua, un ingresso circondato da un giardino rigoglioso, piante e fiori che accolgono le persone come una sorta di invito in un luogo che profuma di storia, raccontata attraverso i 140 riconoscimenti collezionati in 40 anni di carriera, trofei, diplomi, targhe di ringraziamento e tante foto delle gare che oggi arredano i locali.
Il Maestro sorride mentre racconta la sua vita e gli piace soprattutto ripensare ai suoi allievi: «A volte mi scrivono su Facebook - dice - oppure vengono qui ad allenare i loro figli o i loro nipoti, ho tre generazioni di allievi. Sono la mia gioia. Questa non è solo una disciplina sportiva, questa è una scuola di vita». E quando si parla di idoli, non ha dubbi: «Bruce Lee! Non so dire quante volte ho guardato e riguardato i suoi film».

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Oggi lei è uno dei maestri più stimati in Italia ma tutto è iniziato oltre 40 anni fa nel cuore di Bologna dove si è avvicinato al mondo del karate. Come è avvenuto l’incontro con questa disciplina?
«Avevo 16 anni, io e la mia famiglia ci eravamo appena trasferiti dal Veneto, vivevamo in centro a Bologna e ogni giorno passavo vicino alla Galleria Cavour dove c’era una palestra di arti marziali. La vetrina era tappezzata di immagini atleti di arti marziali. Quella era la mia strada, sentivo che volevo farlo anche io. Però non avevo la disponibilità economica per potermi allenare così ho iniziato da autodidatta; ricordo che avevo comprato alcuni libri con le mosse spiegate e illustrate e le riproducevo, mi chiudevo in bagno e provavo a rifarle, le cambiavo, le perfezionavo a mio piacimento, insomma, sentivo che questa disciplina mi scorreva nelle vene. Poi, a 19 anni è stato l’incontro con il mio grande maestro, Bruno Baleotti nella sua palestra “Hiroshi Shirai” a spalancarmi le porte e la mente verso questa disciplina e da lì è iniziata la mia nuova vita».
Cosa è successo?
«Ho iniziato da subito ad allenarmi con lui, in un anno sono diventato cintura nera e da lì in poi ho intrapreso anche la strada agonistica. Ho fatto tantissime gare, ho girato l’Italia e non solo, campionati del mondo, tutte esperienze fantastiche e poi mi sono dato anche all’insegnamento diventando maestro. Dopo vari cambi di sedi, da oltre 20 anni sono qui in via Bolzano e sono molto felice del mio lavoro perché fa parte di me, non cambierei nulla».
Nel 1980 è stato convocato per partecipare al Campionato Mondiale di Kung Fu a Honolulu (Hawaii), dove è riuscito ad aggiudicarsi il terzo posto, cosa ricorda di quell’esperienza?
«Una delle più intense della mia vita, straordinaria. Ho perso contro lo sfidante cinese che era fortissimo però è stato bello, formativo e coinvolgente. Dieci giorni eccezionali».
Come è diventato “Maestro”?
«Allenandomi sei ore al giorno senza smettere mai di pensare a nuove mosse, perfezionando quelle già imparate. Con il passare del tempo ho capito che mi serviva di più, che dovevo trovare l’equilibrio, che non è solo saper combattere ma rispettare noi stessi. Così ho iniziato a praticare lo yoga, a cambiare la mia alimentazione e a salutare il mondo ogni giorno. Svegliarmi con il sorriso. Anche questo fa parte della formazione professionale».

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Rispetto, disciplina, positività, è quello che oggi insegna ai suoi allievi?
«Certo, quando varcano la soglia della mia palestra queste sono le basi. Io alleno dai piccoli di 3 anni fino a quelli che io chiamo “adulti adulti”, quelli un po’ “più” adulti diciamo. Non ci sono limiti di età. Tutti devono imparare ad avere rispetto, a essere educati e farlo anche con il prossimo, non solo nelle arti marziali. Senza l’educazione e il rispetto siamo finiti, non solo nelle discipline sportive ma in generale, nella vita. Non si smette mai di imparare. La pratica marziale è un modo di vivere».
Alcuni anni fa ha iniziato ad insegnare a ragazzi autistici, come è nato il progetto?
«È nato grazie alla collaborazione con il reparti di Neuropsichiatria dell’Usl di Modena e all’impegno di Lorenza Bocchi che mi ha proposto questa collaborazione. Abbiamo bambini dai 3 anni in su, è una bella esperienza e ormai è consolidata».

LA SCHEDA . Signore di fairplay al 9° dan

Roberto Baccaro è nato a Lendinara (Rovigno) nel 1948. A 14 anni si è trasferito con la famiglia a Bologna dove nel 1967 ha iniziato lo studio del Karate Shotokan presso la palestra “Hiroshi Shirai”, sotto la guida del Maestro Bruno Baleotti. Atleta di primo piano, ha conquistato più volte il titolo di Campione Italiano sia nelle competizioni di Kumitè (combattimento) che di Kata (forme) entrando a far parte della Squadra Nazionale. Una formazione in costante sviluppo, non solo nella disciplina delle arti marziali ma anche Hata Yoga, nel quale è diventato Maestro nel 1981, Shiatsu e Reiki. Nel 1993 è entrato a far parte della FESAM (Federazione Sammarinese Arti Marziali) con l’incarico di Direttore Tecnico Settore Karate, legame professionale che prosegue ancora oggi con grandi soddisfazioni. Nel 2010 la IAKSA ( International Amateur Kick boxing Sports Association ) gli ha attribuito il 9° Dan di Karate Shotokan e contestualmente ha ripreso l’attività agonistica ottenendo grandi risultati, a livello sia europeo che mondiale, nella categorie Master. Attualmente è il Direttore Tecnico presso la Palestra “Taiji Kase” di Modena, da lui fondata nel 1969, oltre all’insegnamento degli stili tradizionali, divulga anche il suo personale metodo di studio sulle Arti Marziali e sullo Yoga denominati rispettivamente: Doky Kanku Oio e Doky Yoga. A Serravalle (Repubblica di San Marino) il 17 novembre 2012 ha ricevuto dal Presidente del Panathlon Dott. Leo Achilli, il Premio Fair Play 2012 - Premio alla Carriera, in occasione della giornata mondiale del Fair Play.

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