Aimag e Cpl, i dettagli delle grandi sfide
Nel report sul bilancio 2016 non vengono fatti accenni, ma la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola è impegnata su due fronti socio-economici fondamentali per il futuro del territorio. Rimane...
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Nel report sul bilancio 2016 non vengono fatti accenni, ma la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola è impegnata su due fronti socio-economici fondamentali per il futuro del territorio. Rimane infatti in bilico la vicenda Aimag, che vede la Fondazione da tempo schierata per una partnership alla pari con la multiutility mantovana Tea piuttosto che un incorporamento in Hera. L’ente mirandolese ha infatti una quota importante in Aimag e nei mesi scorsi ha giocato un ruolo chiave nel sostenere la necessità di mantenere competenze e servizi sul territorio. Tutto però rimane legato alla decisione che prenderà Carpi e il suo sindaco, socio di maggioranza della multiutility, e che in molti stanno attendendo, pur cercando di non arrivare a una rottura. La Fondazione sosterrà i sindaci della Bassa, che sono tutti indirizzati a sostegno del processo con Tea. Un progetto di territorialità, che secondo la Fondazione garantirà la tenuta sociale dell’Area Nord e del carpigiano. L’incorporazione in Hera, infatti, stando a studi fatti fare appositamente attraverso consulenze, potrebbe mettere a rischio tra i 50 e i 100 posti di lavoro a causa dell’accorpamento degli uffici e togliere ai fornitori locali circa 180 milioni, dovuti all’accentramento dell’ufficio acquisti. Ma è la stessa territorialità che ha spinto l’ente ad entrare con una quota in Cpl, seguendo quattro linee di ragionamento: dare solidità alla cooperativa ed evitare una ricaduta sociale in caso di crisi; sostenere un’azienda a capitale italiano a fronte dei tanti big stranieri del biomedicale; la struttura societaria di Cpl, che essendo cooperativa non è portata alla speculazione; la copertura assicurativa garantita sul capitale investito, che mette al riparo la Fondazione da inattesi crolli. (fd)
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