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BATTAGLIA VINTA PER ROMANORO E FONTANALUCCIA 

I due uffici postali non saranno più chiusi

I due uffici postali non saranno più chiusi

FRASSINORO. Frassinoro vince la battaglia contro Poste Italiane, assieme ad altri sette Comuni italiani che si sono opposti a chiusure e riduzioni di orario negli uffici frazionali. Nello specifico,...

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FRASSINORO. Frassinoro vince la battaglia contro Poste Italiane, assieme ad altri sette Comuni italiani che si sono opposti a chiusure e riduzioni di orario negli uffici frazionali. Nello specifico, qui la protesta è stata contro la chiusura dello sportello di Romanoro e l'ulteriore riduzione oraria in quello di Fontanaluccia disposte dal settembre 2015. Un braccio di ferro iniziato subito nell'ottobre di quell'anno e dall'esito altalenante: ricorso bocciato dal Tar, ma sentenza “congelata” con la sospensiva disposta dal Consiglio di Stato nel settembre 2016 che ha fatto riaprire l'ufficio e bloccato la rimodulazione oraria. Ma con l'incognita legata alla discussione dell'appello il 13 aprile 2017, che ora si è conclusa con il deposito di una sentenza “trionfante” per il Comune. Sono state infatti accolte in pieno le motivazioni, sancendo un principio chiave: non si potrà mai chiudere l'ufficio di Romanoro e rimodulare quello di Fontanaluccia senza prima averne discusso col Comune. Per i giudici infatti «la decisione di chiudere un ufficio postale dev'essere presa sulla base di un'istruttoria accurata, comprensiva anche della fase di necessaria ed effettiva interlocuzione con gli enti locali». Facendo riferimento soprattutto alle direttive europee sul “servizio universale”, i giudici, riprendendo un'altra sentenza del 2016 dello stesso Consiglio di Stato, sottolineano che se il servizio postale tenesse in considerazione soltanto l'utile economico «cesserebbe per ciò solo di essere un vero e proprio servizio pubblico, e regredirebbe a essere mera attività d'impresa orientata al solo profitto, in condizioni (a quel punto ingiustificabili) di monopolio e oligopolio». «Sentenza storica – commenta il sindaco Elio Pierazzi – perché stabilisce una garanzia di servizio per la montagna. E ogni servizio che resta in questi luoghi è come una luce che si accende». Anche perché una sentenza con motivazioni anti-chiusura così argomentate vale anche da monito contro qualsiasi nuovo tentativo di chiusura di uffici in tutto l'Appennino. (d.m.)

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