Gazzetta di Modena

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Irrompe in casa della ex e resta ferito 

di Daniele Montanari
Irrompe in casa della ex e resta ferito 

Serramazzoni. Sfonda il vetro ma non la trova, dorme lì e viene arrestato poi picchia i carabinieri, torna dentro: è già libero

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SERRAMAZZONI. Arrestato due volte nello stesso giorno, dopo aver fatto la malora, e già in libertà in attesa di processo. È l’incredibile “exploit” di cui è stato protagonista martedì il 28enne marocchino (e irregolare) Salam Radouane, già balzato agli onori delle cronache nell’agosto 2016 per aver picchiato e tenuto prigioniera per una notte la sua compagna, la oggi 50enne italiana P.G., disoccupata originaria di Salerno ma residente a Serra.
Coppia turbolenta e segnata da problemi con la giustizia. Lui in particolare, con un passato di rapine, furti e droga. Ma non si erano separati neanche dopo quell’episodio choc di un anno fa, consumato nell’abitazione di lei in via Casa Bartolacelli. Negli ultimi tempi la donna aveva detto basta davvero, ma lui non aveva mollato. A tal punto da fare irruzione, nella notte tra lunedì e martedì, sempre in quella casa, vuota perché lei era andata dai genitori. Casa che considerava “sua” ormai, a tal punto da non vederci più quando si è accorto della serratura cambiata nella porta vetri d’ingresso: ha preso un mattone e l’ha scassata tutta, ma non aperta, insistendo quindi per entrare attraverso il vetro rotto. E procurandosi così un grave taglio alla mano destra: tranciato il tendine del pollice.
Nonostante il dolore e il sangue dappertutto, si è sistemato e ha dormito lì. La mattina di martedì, verso le 11.30, lei è tornata e, vista la porta rotta, ha chiamato subito i carabinieri di Serra, temendo ladri ma non entrando, forse presagendo già chi poteva esserci. Stanato dai militari, Radouane non ha voluto sentire ragioni, ma ha dovuto rassegnarsi a un arresto per violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose (chiesto alla Procura dal maresciallo Mantini).
Per la cronaca, è stato trascinato fuori dalla finestra e portato ancora sanguinante con l’ambulanza al Pronto Soccorso di Pavullo, per le medicazioni. Uscito, è stato sistemato nella cella di sicurezza della caserma di Pavullo. Verso le 22.30, il secondo tempo: inizia a gridare dicendo di avere dolori lancinanti alla pancia, come da colica. I carabinieri del nucleo Radiomobile allora lo prendono per riportarlo al Pronto Soccorso. Viene dimesso subito dopo e, appena fuori, tenta la fuga: nonostante il tendine rotto, picchia i due carabinieri di guardia con testate, cazzotti e calci (sette giorni di prognosi) ma viene ripreso e riarrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
Ieri mattina fa tappa in Tribunale, dove il giudice convalida entrambi gli arresti disponendo il giudizio con rito abbreviato, da fissare, e rimettendolo in libertà con il divieto di dimora a Serra. Nel frattempo, i carabinieri acquisiscono dall’ex compagna anche denuncia per recenti lesioni e minacce del tipo: «Se non mi riprendi in casa sarò la tua ombra». E fuori da Serra, lei può ritrovarselo ovunque.

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