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Spilamberto, una scuola senza classi? Si può e ai ragazzi piace

Spilamberto, una scuola senza classi? Si può e ai ragazzi piace

Le nuove Medie di Spilamberto saranno innovative anche negli spazi Il sindaco Costantini ha coinvolto nel progetto genitori e studenti

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«A Spilamberto – spiega il sindaco Umberto Costantini - in controtendenza rispetto ai dati nazionali, le indagini demografiche ci dicono che la popolazione è in crescita. Già dal 2021, che è dietro l’angolo, abbiamo preso atto che le strutture scolastiche non potrebbero contenere tutti gli studenti anche perché, tra una emergenza e l’altra, in questi anni abbiamo già “rubato” laboratori e spazi comuni alle scuole per trasformarle in aule. In più, con la legge LR 19/2008 la “messa a norma” di un edificio è sottoposta – giustamente – a criteri molto più rigidi. A questo punto ho pensato che ci fosse una sola cosa da fare: ragionare su una scuola nuova, nuova davvero. Una scuola che possa accogliere, per iniziare, i futuri ragazzi che, attorno agli undici anni, fanno il grande salto alla secondaria inferiore. E per fare questo ho pensato che il modo migliore fosse quello di coinvolgere la cittadinanza tutta, a partire dai bambini».
Agli adulti il sindaco ha presentato “le scuole di domani” martedì 2 maggio, in un incontro che vedeva tra i relatori, oltre al sindaco stesso, sia la dirigente dell’istituto comprensivo “S. Fabriani” Carla Martinelli, sia l’assessore ai lavori pubblici Daniele Mandrioli, sia Samuele Borri, dirigente area tecnologica di Indire - Avanguardie Educative e Tullio Zini, architetto. «La presenza di Borri e di Zini mi ha permesso di poter dialogare con genitori e insegnanti, con i miei concittadini, presentando alcuni modi di concepire lo spazio scolastico e la didattica stessa innovativi per noi anche se non sconosciuti nel modenese – e il riferimento va alla scuola secondaria Piersanti Mattarella del Comprensivo 3 di Modena - e consolidati, nelle scuole del Nord Europa, che è, senza ombra di dubbio, il modello di riferimento da cui prendo spunto. Se per molto tempo l’aula è stata il luogo principale dell’istruzione scolastica e gli altri spazi erano strumentali o accessori alla sua centralità, oggi sorge la necessità di vedere la scuola come uno spazio unico e integrato in cui i vari microambienti, finalizzati a scopi diversificati, hanno la stessa dignità e risultano flessibili, abitabili e in grado di accogliere in ogni momento le persone. Si tratta di spazi che presentano un adeguato livello di funzionalità, comfort e benessere per realizzare le molteplici attività della scuola, come ha spiegato Borri durante l’incontro».
E gli studenti? «Sono profondamente convinto che i bambini e i ragazzi debbano essere protagonisti della realtà che vivono perché sono le loro scelte che influenzano la società a la qualità della vita di tutti. Per cui ho deciso di coinvolgerli direttamente. Sono entrato nelle classi e ho detto ragazzi ho bisogno di voi. Dobbiamo pensare insieme le nuove scuole medie. Ho fatto vedere un video che presenta una scuola del comune di Gentofte (Danimarca). (ndr: trovate questo video su youtube, vale la pena guardarlo, si intitola Hellerup, la scuola senza classi) poi ho chiesto cosa pensassero di quei bambini e quell’ambiente. “Invece che andare a scuola in questo posto”, mi hanno risposto. A quel punto ho spiegato che no, quella era una scuola, e che voglio fare una scuola che assomigli a quella, che tenga conto anche delle loro esigenze. Le varie classi si stanno confrontando, a gruppi, su spazi esterni, collettivi e laboratoriali. A fine mese ci sarà un incontro con una delegazione che comprende 2 rappresentanti per ogni classe che ci spiegheranno i progetti».
«La cosa più bella? – conclude il sindaco – Questi ragazzi sanno benissimo che non frequenteranno quelle scuole nuove, ma sono carichi di entusiasmo e stanno pensando al futuro prossimo dei bambini che arriveranno. E questa per me è vera politica, ma qui il discorso si farebbe ancora più lungo…». (m.t.)

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