Asili estivi: boom di bimbi ma ancora tanti problemi
L’assessore Cavazza in consiglio: «Mille iscritti: è un servizio con forte domanda Il nodo insegnanti? Entro 3 anni colmeremo il gap tra i contratti del personale»
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Da una parte l’ottima risposta degli utenti, con oltre mille bambini che usufruiranno del nuovo servizio, e dall’altra l’impegno di colmare nel giro di tre anni il gap tra i contratti del personale del Comune e quelli dei dipendenti della Fondazione. Una doppia linea sulla quale si è mosso ieri Gianpietro Cavazza, vicesindaco e assessore alla Scuola, che ha replicato così all’interrogazione del Movimento 5 Stelle sui problemi relativi all’apertura estiva degli asili e delle scuole materne. Problemi che si sono materializzati un mese e mezzo fa, quando il personale della Fondazione Cresci@mo, che gestisce dieci scuole d’infanzia cittadine, ha detto ‘no’ alla richiesta di lavorare nelle prime due settimane di luglio: un rifiuto che non è legato a una critica del personale al nuovo servizio, ma piuttosto alle differenze mai sanate tra i contratti del Comune e quelli della Fondazione. Così, replicando alle domande della capogruppo “grillina” Elisabetta Scardozzi, l’assessore ha spiegato che sono più di mille i bambini dei nidi e delle scuole d’infanzia modenesi che continueranno a frequentare i loro asili anche nelle prime due settimane di luglio.
«I bambini ammessi al prolungamento estivo nei nidi - ha spiegato Cavazza - sono 476 in 29 strutture sulle 33 coinvolte, mentre le altre non hanno raggiunto il numero minimo di 12 iscrizioni, necessario per attivare il servizio. Sono invece 584 i bambini iscritti anche a luglio nelle 25 scuole d’infanzia dove sarà attivato il servizio: 11 comunali, 10 della Fondazione Cresci@amo e 4 convenzionate o in appalto. Tutte le strutture dove sarà attivato il servizio - ha aggiunto l’assessore - se ci sono posti disponibili, continueranno a ricevere le iscrizioni anche fuori termine».
Per quanto riguarda le differenze tra i contratti comunali e quelli applicati da Cresci@mo, il nodo principale da sciogliere, l’assessore ha annunciato la volontà dell’amministrazione comunale di arrivare alla parificazione del trattamento nel giro di tre anni. Una promessa che non ha soddisfatto la consigliera Scardozzi: «L’impegno ad equiparare i contratti in tre anni non ci convince - ha detto nella controreplica - e continuiamo a chiederci perché questo personale debba lavorare di più e con uno stipendio più basso». Un aspetto che lascia perplesso anche Marco Cugusi (Art.1-Mdp): «Il gap è da superare immediatamente - ha detto il consigliere di maggioranza - anche perché cinque anni fa avevamo spiegato alla città che la Fondazione sarebbe nata non per motivi economici, ma per problemi di blocco delle assunzioni. Se però finiamo per pagare meno i dipendenti della Fondazione, allora c’è qualche problema…». E sempre a proposito di Mdp, durante il dibattito il gruppo guidato da Paolo Trande è stato vittima di una trasformazione... musicale: il consigliere Montanini (CambiaModena) si è infatti rivolto ai colleghi chiamandoli 'il gruppo Articolo 31'... (l.g.)
«I bambini ammessi al prolungamento estivo nei nidi - ha spiegato Cavazza - sono 476 in 29 strutture sulle 33 coinvolte, mentre le altre non hanno raggiunto il numero minimo di 12 iscrizioni, necessario per attivare il servizio. Sono invece 584 i bambini iscritti anche a luglio nelle 25 scuole d’infanzia dove sarà attivato il servizio: 11 comunali, 10 della Fondazione Cresci@amo e 4 convenzionate o in appalto. Tutte le strutture dove sarà attivato il servizio - ha aggiunto l’assessore - se ci sono posti disponibili, continueranno a ricevere le iscrizioni anche fuori termine».
Per quanto riguarda le differenze tra i contratti comunali e quelli applicati da Cresci@mo, il nodo principale da sciogliere, l’assessore ha annunciato la volontà dell’amministrazione comunale di arrivare alla parificazione del trattamento nel giro di tre anni. Una promessa che non ha soddisfatto la consigliera Scardozzi: «L’impegno ad equiparare i contratti in tre anni non ci convince - ha detto nella controreplica - e continuiamo a chiederci perché questo personale debba lavorare di più e con uno stipendio più basso». Un aspetto che lascia perplesso anche Marco Cugusi (Art.1-Mdp): «Il gap è da superare immediatamente - ha detto il consigliere di maggioranza - anche perché cinque anni fa avevamo spiegato alla città che la Fondazione sarebbe nata non per motivi economici, ma per problemi di blocco delle assunzioni. Se però finiamo per pagare meno i dipendenti della Fondazione, allora c’è qualche problema…». E sempre a proposito di Mdp, durante il dibattito il gruppo guidato da Paolo Trande è stato vittima di una trasformazione... musicale: il consigliere Montanini (CambiaModena) si è infatti rivolto ai colleghi chiamandoli 'il gruppo Articolo 31'... (l.g.)
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