Duplice omicidio, condannato a vent’anni
Bomporto. La Corte di Appello conferma la pena per Francesco Grieco. Uccise moglie e suocera
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BOMPORTO. La corte d'Appello di Bologna ha confermato la condanna a 20 anni di carcere con concessione delle attenuanti generiche, nei confronti di Francesco Grieco, il 54enne di Gorghetto che, nel 2015, ha commesso un raggelante duplice omicidio in casa.
L'uomo è stato processato con rito abbreviato, così da poter beneficiare degli sconti di pena previsti dal codice.
Aveva strangolato e soffocato con un asciugamano la moglie 52enne Francesca Marchi, insegnante di scuola materna a Carpi, per poi uccidere a martellate la suocera ultranovantenne, Irene Tabarroni: Quel sabato pomeriggio del 18 maggio 2015 nella villetta rosa di via Padella a Gorghetto, in camera da letto, Grieco, ex guardia giurata, ha piegato a sé la moglie e le ha preso il collo come per fare una carezza ma poi ha continuato spingendo sempre più forte fino a soffocarla. La domenica mattina, poche ore dopo - al termine di una notte terribile dove ha meditato di uccidersi con un coltello dopo aver scritto un biglietto di addio - disturbato dalle continue richieste dell'anziana suocera costretta a letto che chiamava la figlia, si è spinto a uccidere anche lei. La soffoca ma non riuscendoci torna con un martello e conclude il delitto. Seguirono i tentativi improvvisati di inscenare una rapina che non c'era mai stata, le ammissioni davanti ai carabinieri e il crollo psicologico. In primo grado molto si è discusso della sua piena capacità di intendere e volere. L’avvocato di Grieco, Guido Sola, ha spiegato che ora resterà in attesa delle motivazioni della sentenza per decidere se portare il caso alla Corte di Cassazione.
L'uomo è stato processato con rito abbreviato, così da poter beneficiare degli sconti di pena previsti dal codice.
Aveva strangolato e soffocato con un asciugamano la moglie 52enne Francesca Marchi, insegnante di scuola materna a Carpi, per poi uccidere a martellate la suocera ultranovantenne, Irene Tabarroni: Quel sabato pomeriggio del 18 maggio 2015 nella villetta rosa di via Padella a Gorghetto, in camera da letto, Grieco, ex guardia giurata, ha piegato a sé la moglie e le ha preso il collo come per fare una carezza ma poi ha continuato spingendo sempre più forte fino a soffocarla. La domenica mattina, poche ore dopo - al termine di una notte terribile dove ha meditato di uccidersi con un coltello dopo aver scritto un biglietto di addio - disturbato dalle continue richieste dell'anziana suocera costretta a letto che chiamava la figlia, si è spinto a uccidere anche lei. La soffoca ma non riuscendoci torna con un martello e conclude il delitto. Seguirono i tentativi improvvisati di inscenare una rapina che non c'era mai stata, le ammissioni davanti ai carabinieri e il crollo psicologico. In primo grado molto si è discusso della sua piena capacità di intendere e volere. L’avvocato di Grieco, Guido Sola, ha spiegato che ora resterà in attesa delle motivazioni della sentenza per decidere se portare il caso alla Corte di Cassazione.
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