Pavullo. Gli studenti fondano una coop per aiutare i più deboli
La quarta B del Cavazzi Sorbelli ha pronto il business plan Con 500 euro investiti se ne incassano 700 di stipendio
PAVULLO. Può diventare la prima cooperativa di comunità dell’Appennino, ed è il frutto di un’intensa e appassionata attività scolastica. Entusiasmo e sogni, ma con i piedi per terra per la “ProAttenzione Civile”, progetto con cui la 4B professionale dell’istituto Cavazzi Sorbelli già si è guadagnata la vittoria nel concorso “Bella Coopia” di Alleanza Coop 3.0 nella sezione Pari opportunità. Perché l’iniziativa è stata studiata talmente bene da potersi tramutare in realtà, offrendo magari la prima occupazione post diploma.
Ci hanno lavorato a capofitto da marzo al 15 maggio i prof Daniela Miglioli (italiano), Giuliana Bononi (francese), Francesco Chiodi (diritto) e Nadia Pompeo (economia) della sezione, col supporto della collega Laura Masotti (economia). Ma il loro è stato solo un input che ha saputo brillantemente sviluppare la classe composta da: Giada Brundu, Licia Caldarone, Emanuela Contaldo, Marika Cornia, Georgiana Alina Covaci, Alessia De Mattia, Lorenzo Difino, Sara Ficcarelli, Sirya Fulgeri, Ilaria Gianaroli, Leontina Gjoni, Rajaa Hmied, Adenis Lici, Klejdja Lici, Maria Grazia Maugeri, Chiara Mercati, Valentina Monini, Aicha Ouai ed Elisa Paltrinieri.
Assieme, hanno simulato in tutto e per tutto la costituzione di una cooperativa senza scopo di lucro che, prendendo spunto dalla Protezione civile come approccio, ha come fine «il perseguimento dell’interesse generale della comunità, della promozione umana e dell’integrazione sociale con l’erogazione di servizi a favore delle fasce deboli».
Cose semplici ma indispensabili: dalla spesa a domicilio alla prenotazione visite, il pagamento delle bollette, la compilazione di modulistica, l’accompagnamento a visite, i servizi di baby sitter e dog sitter, ma anche di smistamento di vestiti usati o anche solo di compagnia nei confronti della popolazione anziana, 3.868 persone solo a Pavullo (su 17.383). E molto altro, incluso un servizio traduzione per stranieri. Tutto studiato a puntino, con siti e video promo già pronti, analisi Swot e piano conti: la cooperativa può nascere con un patrimonio sociale di 11.950 euro, con 22 soci di cui 19 lavoratori (tutta la classe, a 500 euro a testa) con contratto part-time (70%). Poi servono finanziatori, ovviamente. Giro di fatturato previsto di 130mila euro, che vuol dire uno stipendio netto di 700 euro a testa.
«Non poco per una prima occupazione - ha sottolineato ieri alla presentazione la prof Miglioli - per cui auspichiamo che con il sostegno di scuola, Legacoop e Comune, che ci ha sostenuto dall’inizio con il vicesindaco Daniele Iseppi, l’iniziativa possa concretizzarsi non solo quale progetto di alternanza scuola-lavoro il prossimo anno, ma diventare “vera” a tutti gli effetti. Il futuro si costruisce anche con i sogni».
«È una bellissima prova di scuola fatta non di nozioni, ma di preparazione concreta al mondo del lavoro», ha aggiunto la Bononi.
«E noi saremo ben lieti di sostenervi - ha confermato l’assessore Angela Pietroluongo - perché è un progetto che si attiva per i bisogni vivi di tutta la comunità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
