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Il sindaco: «Questo non è antifascismo» 

Il sindaco: «Questo non è antifascismo» 

Muzzarelli: «Atto vergognoso». Solidarietà al circolo da tutto il centrodestra: «Un ritorno al passato»

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«Un atto inaccettabile, che condanno duramente, e del quale mi auguro che i responsabili vengano presto individuati e puniti». Sono le parole del sindaco Gian Carlo Muzzarelli dopo l’incendio doloso nella sede del circolo “La terra dei padri” di via Nicolò Biondo. «È noto come io la pensi e che io non condivida nulla di quel circolo - ha detto il primo cittadino ieri in Consiglio comunale - ma dobbiamo stare tutti attenti: anche la più radicale differenza di idee non deve mai spingere a ricorrere ad atti violenti. Sappiamo bene cosa sia successo in passato quando si sono innescate spirali di odio e violenza. L'antifascismo non è bruciare locali: i veri antifascisti - ha detto ancora il sindaco - sono morti per liberarci dal nazifascismo e regalarci la democrazia, in cui non serve la violenza per affermare le proprie idee». Condanna anche da Michele Barcaiuolo, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, che parla di «attentato criminale che riporta Modena ad un tempo che ci auguravamo fosse stato sepolto dalla storia. Oltre alla piena solidarietà nei confronti dell’associazione vittima di un atto incommentabile, mi auguro che i criminali che hanno compiuto l’atto vengano al più presto individuati e consegnati alla giustizia. L'attentato incendiario deve essere condannato da tutte le forze politiche senza esclusione e senza alcuna subordinata - aggiunge Barcaiuolo - se così non fosse, qualcuno potrebbe dare l'idea, pur nella condanna del gesto criminale, di individuare motivazioni e questo non è accettabile in alcun modo». «Sdegno e totale solidarietà alle vittime di questo vergognoso episodio» anche dal segretario cittadino della Lega nord Filippo Panini: «Quanto accaduto riporta alla mente le peggiori degenerazioni del contesto politico - spiega - non è tollerabile che una sede di confronto civile e democratico come un’associazione culturale, alimento essenziale per il dibattito pubblico, venga attaccata in questo modo. L’auspicio è che venga fatta presto chiarezza e venga individuata la responsabilità di questa infamia». Enrico Aimi, consigliere regionale di Forza Italia, parla di «gesto vile e sconsiderato frutto di un inaccettabile clima d'odio generato sotto la bandiera di certo antifascismo. In attesa e nell’auspicio che i responsabili del vile gesto siano individuati ed assicurati alla giustizia - spiega Aimi - è chiaro che siamo di fronte all'espressione estrema di un clima di odio coltivato nella serra bollente e asfittica di certo antifascismo che ha la presunzione, contemporaneamente, di incarnare la verità e la punizione terrena di chi non non la pensa come loro». Judith Pinnock e Paula Nolff, di Rifondazione ribadiscono «Il no alla violenza, condanna ogni forma di reazione violenta, e proprio per questo ci siamo preoccupati appena si è saputo dell’insediamento in città di questi soggetti. Ideologie violente portano inevitabilmente violenza nella città, e ci chiediamo se non si poteva intervenire prima applicando la Legge Mancino che vieta l’apologia di fascismo».

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