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Cade da un’impalcatura nel cantiere del “Galilei” 

Cade da un’impalcatura nel cantiere del “Galilei” 

Mirandola. L’operaio è stato trasferito con l’elisoccorso in ospedale Restano ancora gravi le condizioni del 31enne precipitato da un tetto alla Sorin 

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MIRANDOLA. Si fa abbastanza preoccupante il bilancio degli infortuni avvenuti sui luoghi di lavoro negli ultimi giorni. Soprattutto a Mirandola, dove tra giovedì e ieri, si sono registrati due casi. L’ultimo appunto ieri, quando poco prima delle 10, un operaio è caduto al suolo mentre stava lavorando nel cantiere dell’Istituto Galilei, in fase di ricostruzione post sisma, in via Barozzi. L’uomo, stando alle prime notizie, era su di un impalcatura del cantiere, in piena attività per rispettare i tempi di ricostruzione del Galilei (ricostruzione finanziata dalla provincia di Modena, come da Fondazioni bancarie e dalla Barilla) quando all’improvviso è crollato a terra, rimediando una botta in testa. Subito la caduta ha destato preoccupazione, stando sempre alle prime testimonianze raccolte, poi però pare che l’uomo non abbia fortunatamente riportato nessun trauma grave. Sul posto si sono precipitati in suo soccorso sia un’ambulanza del 118 che l’elisoccorso. Che ha infine trasportato l’operaio ferito, per precauzione, all’ospedale per effettuare gli opportuni accertamenti del caso. Chi invece è in prognosi riservata al Maggiore di Bologna, dopo il delicato intervento chirurgico subito, è Adrian, l’operaio 31enne romeno, ma residente a Mirandola, caduto da un’impalcatura dell’altezza di 9 metri, giovedì mattina, mentre stava lavorando allo stabilimento della ditta Sorin, oggi LivaNova. Adrian, sposato con un figlio piccolo, lavora per la Ptl da cinque anni. E come ogni giorno, giovedì era salito sul tetto a volti dello stabilimento. Purtroppo, per una disgrazia, un lucernario ha ceduto facendolo precipitare nel vuoto e causandogli un trauma cranico, oltre che diverse fratture e sospette lesioni spinali. Sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta dall’Ausl e dai carabinieri.
Valentina Corsini

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