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COMMEMORATI I PATRIOTI 

Il sindaco: guardiamo a Menotti e Borelli

Il sindaco: guardiamo a Menotti e Borelli

«Guardare avanti, pensare più in grande, aprirsi al mondo: ecco ciò che dobbiamo fare per onorare la memoria di Ciro Menotti e Vincenzo Borelli e per essere degni eredi dei padri del Risorgimento e...

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«Guardare avanti, pensare più in grande, aprirsi al mondo: ecco ciò che dobbiamo fare per onorare la memoria di Ciro Menotti e Vincenzo Borelli e per essere degni eredi dei padri del Risorgimento e della Patria». Lo ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli in occasione del 186° anniversario della morte di Ciro Menotti e Vincenzo Borelli, uccisi per ordine del duca Francesco IV d'Austria d'Este, nel 1831 in seguito alla cosiddetta “Congiura estense” nell’ambito dei Moti patriottici. Durante la commemorazione in piazzale Primo Maggio, dove al patibolo dei due patrioti è stata deposta una corona, il sindaco ha ricordato la duplice eredità lasciata dai due patrioti. «Un’eredità storica e politica, perché, con i suoi pregi e i suoi difetti, l’Italia contemporanea ha ancora radici che vengono dal Risorgimento; è con l’unità e l’indipendenza che abbiamo gettato le basi del benessere», ha osservato il sindaco. «Menotti e Borelli caddero per un ideale. Rischiarono e persero la vita per un traguardo che andava ben oltre i loro interessi e le loro esistenze. L’insegnamento di guardare oltre il proprio tornaconto personale, di guardare al mondo che ci sta intorno, senza chiuderci spaventati nell’orto di casa, questo insegnamento è sempre attuale», ha concluso.

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