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L’ospedale di Pavullo dice addio al punto nascite 

di Daniele Montanari
L’ospedale di Pavullo dice addio al punto nascite 

Troppo pochi parti: 190 nel 2016, quota inferiore ai 500 della soglia ministeriale  ll resto della struttura sarà potenziato. Rabbia delle opposizioni verso il sindaco 

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PAVULLO. Ci saranno investimenti importanti sull’ospedale di Pavullo, ma il punto nascite sembra inesorabilmente indirizzato verso la chiusura.
È quanto è emerso giovedì in Consiglio, con la discussione di due interrogazioni (Minelli e 5 Stelle) con sfumature diverse ma medesimo obiettivo: sapere cosa accadrà alla struttura nell’ambito del piano provinciale di riordino 2017-19 che dovrebbe essere presentato a inizio giugno. A seguito, ci sarà anche un incontro a Pavullo per spiegare i dettagli. Ma le linee principali sono quelle illustrate dal sindaco Luciano Biolchini. Ci sono buone notizie, finanziariamente sintetizzabili in 5 milioni stanziati per interventi strutturali e tecnologia «e il dato secondo me più importante – ha sottolineato Biolchini – i 700mila euro in più all'anno per il personale». Arriva la sospirata ristrutturazione del Pronto soccorso (e del parcheggio), la stabilizzazione del personale medico e infermieristico, il potenziamento del 118. Per la Chirurgia generale, dopo la ristrutturazione delle sale operatorie sono previste 3 sedute settimanali in più fatte dall’equipe sinergica con Sassuolo che dovrebbe garantire un aumento di 460 interventi all’anno. Saranno invece 120 gli interventi all’anno in più per la Chirurgia ortopedica. Poi tutto il discorso del potenziamento notturno dell’elisoccorso. Ma anche il tasto dolente. Per il punto nascite Biolchini ha ricordato che nel 2016 la metà delle donne del Frignano ha partorito a Pavullo (144 su 289), dove in tutto i parti sono stati 190. Molto al di sotto della soglia ministeriale di 500, anche se tutte le gestanti avessero partorito qui. Alla luce di questo, ha detto che «ci sarà una revisione del percorso nascita». Non ha detto che il punto nascite chiude, ma che verrà implementata l’attività pre-concezionale, in gravidanza e post partum. Solo il prima e il dopo del parto, insomma. A tirare le fila sono stati gli interroganti: «Bene gli investimenti, ma ci sta dicendo che non si potrà più nascere sul territorio» ha puntualizzato Morena Minelli. «Per le emergenze si potrà» ha replicato Biolchini, specificando che «bisogna guardare all’ospedale a 360 gradi, non a un solo reparto: io non ho cercato lo scontro con l’Asl ma la mediazione. Poi non sta a me dire se ho ottenuto tanto o poco». «Io ritengo che l’ospedale non possa essere impoverito di una virgola – ha continuato lei – si è fatta una battaglia per il giudice di pace, non capisco perché non si possa farla anche per il punto nascite. Io vorrei che ci fossero ancora codici fiscali che finiscono con la sigla G393 che indica la nascita a Pavullo». Duro Fabio Catani (5 Stelle), che ha accusato il sindaco di aver disatteso gli impegni presi il 28 ottobre sottoscrivendo la mozione presentata con Davide Venturelli che impegnava a un’esplicita tutela anche del punto nascite e in ogni caso a coinvolgere l’opposizione negli incontri coi vertici Asl: «Non siamo mai stati convocati né noi né i membri dei Comitati – ha rimarcato - nonostante il sindaco avesse preso un impegno preciso. Prendiamo atto della chiusura di fatto o dell’annullamento del punto nascite: si sapeva che il rischio c’era, e non si è fatto nulla per invertire questa direzione».

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