danni da terremoto
Museo diocesano A settembre via agli interventi
di Valeria Cammarota
Nella ricorrenza dei cinque anni dal sisma, ieri alla Sala delle Vedute di Palazzo Pio, un incontro promosso dall’Ordine degli architetti della provincia di Modena, con la Federazione degli ordini...
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Nella ricorrenza dei cinque anni dal sisma, ieri alla Sala delle Vedute di Palazzo Pio, un incontro promosso dall’Ordine degli architetti della provincia di Modena, con la Federazione degli ordini degli architetti dell’Emilia-Romagna, ha fatto l punto sulla ricostruzione.
Carpi è stata scelta poiché luogo significativo, dal momento che qui la ricostruzione si è mossa velocemente: “un Comune virtuoso” come lo ha definito Anna Allesina, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia. Tanto che, a settembre, è previsto partano i lavori anche su un altro edificio: il museo diocesano all'interno di Sant’Ignazio, in corso Fanti.
«Questo è un momento importante - ha affermato Allesina - Si vogliono, infatti, affrontare le problematiche che, in questi anni, si sono evidenziate anche nel dibattito e nello scambio avvenuto con la Regione: architetti, ingegneri, geometri e agronomi, facciamo tutti parte del tavolo sul sisma, costituito da anni, nel quale periodicamente portiamo i nostri problemi e cerchiamo di suggerire ai politici, dunque alla Regione, le necessità e i cambiamenti che riteniamo di dover perseguire». Un lavoro che l’Ordine ritiene sia stato proficuo, in cui molte istanze sono state recepite - non tutte - ma che vede il persistere di diversi problemi.
«Basta spingersi nelle aree colpite - continua il presidente - per constatare che la ricostruzione, in realtà, non è ancora completamente finita. C’è ancora molto da fare, ma la collaborazione della Regione è un dato di fatto, come anche l’ascolto che ci presta. Quello che, a mio parere, è ancora da affrontare e di cui abbiamo iniziato a parlare in altri tavoli, è l’area del pubblico vincolato dove, purtroppo, si è verificato un passaggio di funzionari, all’interno degli uffici della Soprintendenza in ambito regionale e provinciale, che ha creato stalli. Ora, tuttavia, c’è una maggior stabilità ed è intenzione nostra e degli altri ordini organizzare, il prossimo autunno e per il 2018, altri incontri e seminari, oltre che un secondo tavolo di confronto. La Soprintendenza si presenta molto attenta e collaborativa e, dal canto nostro, tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto ed è già tantissimo. Avremmo voluto maggiori risposte a nostro favore, cosa che non è sempre stato possibile ottenere, ma l’ascolto c'è stato».
Carpi è stata scelta poiché luogo significativo, dal momento che qui la ricostruzione si è mossa velocemente: “un Comune virtuoso” come lo ha definito Anna Allesina, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia. Tanto che, a settembre, è previsto partano i lavori anche su un altro edificio: il museo diocesano all'interno di Sant’Ignazio, in corso Fanti.
«Questo è un momento importante - ha affermato Allesina - Si vogliono, infatti, affrontare le problematiche che, in questi anni, si sono evidenziate anche nel dibattito e nello scambio avvenuto con la Regione: architetti, ingegneri, geometri e agronomi, facciamo tutti parte del tavolo sul sisma, costituito da anni, nel quale periodicamente portiamo i nostri problemi e cerchiamo di suggerire ai politici, dunque alla Regione, le necessità e i cambiamenti che riteniamo di dover perseguire». Un lavoro che l’Ordine ritiene sia stato proficuo, in cui molte istanze sono state recepite - non tutte - ma che vede il persistere di diversi problemi.
«Basta spingersi nelle aree colpite - continua il presidente - per constatare che la ricostruzione, in realtà, non è ancora completamente finita. C’è ancora molto da fare, ma la collaborazione della Regione è un dato di fatto, come anche l’ascolto che ci presta. Quello che, a mio parere, è ancora da affrontare e di cui abbiamo iniziato a parlare in altri tavoli, è l’area del pubblico vincolato dove, purtroppo, si è verificato un passaggio di funzionari, all’interno degli uffici della Soprintendenza in ambito regionale e provinciale, che ha creato stalli. Ora, tuttavia, c’è una maggior stabilità ed è intenzione nostra e degli altri ordini organizzare, il prossimo autunno e per il 2018, altri incontri e seminari, oltre che un secondo tavolo di confronto. La Soprintendenza si presenta molto attenta e collaborativa e, dal canto nostro, tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto ed è già tantissimo. Avremmo voluto maggiori risposte a nostro favore, cosa che non è sempre stato possibile ottenere, ma l’ascolto c'è stato».
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