Gazzetta di Modena

Modena

Ramadan tra digiuni e preghiere 

di Gaetano Gasparini
Ramadan tra digiuni e preghiere 

Da oggi per 30 mila musulmani di Modena inizia il mese sacro, niente cibo dall’alba al tramonto

3 MINUTI DI LETTURA





Per i musulmani di tutto il mondo, circa un miliardo e mezzo, è il periodo più importante dell'anno. Una ricorrenza da non perdere per nessun motivo. Inizia oggi il Ramadan, il mese del sacro digiuno prescritto nel Corano. Una celebrazione che coinvolge un milione e 600mila musulmani residenti in Italia, di cui 30mila abitano a Modena e provincia, inquadrati in una ventina di sale da preghiera islamiche distribuite sul territorio: da Sassuolo a Carpi, da Pavullo a Finale Emilia.
A Modena la comunità islamica è frammentata ed è composta prevalentemente da cittadini di origine magrebina e dell'Africa sub-sahariana. Nel nostro territorio sorgono anche moschee etniche, come quella turca in centro a Modena e una sala di culto sciita a Carpi, gestita da pakistani. Un panorama composito che si animerà di notte, dopo l'Iftar, ovvero la sospensione quotidiana del digiuno al tramonto, a base di datteri e latte, da compiere in congregazione.
Il digiuno, “Sawm” in arabo, consiste nell’astensione dai cibi, dalle bevande e dai rapporti sessuali dall’alba fino al tramonto di tutti i 29-30 giorni del mese e costituisce il quarto dei cinque Pilastri dell’Islam. Ciò significa che, salvo precise eccezioni, compiere il digiuno nel mese di Ramadan è un obbligo non un'opzione.
«Il caldo e le giornate lunghe sono un problema – dice Driss Wagueg, metalmeccanico e portavoce della moschea al Rahman di via delle Suore, la più antica e popolosa del territorio – Bisogna stringere i denti, nei primi quattro giorni soprattutto, poi il corpo comincia ad abituarsi, in ogni caso ci sono eccezioni perchè l'Islam non è una religione che pretende l'impossibile dai propri fedeli: chi compie lavori pesanti è esentato dal digiuno così come i viaggiatori, gli anziani, gli ammalati, i bambini e le donne incinte».
I musulmani entrano in digiuno all'alba di sabato e lo fanno come sempre in sordina, senza proclami né clamore. Quasi a testa bassa e con discrezione. La festa vera giunge alla fine del mese, con l'Eid el Fitr, la rottura del digiuno mensile. «E' un modo per avvicinarsi a Dio attraverso il sacrificio, espiando i propri peccati», spiegano dalla seconda moschea di Modena, la Casa della Saggezza, Misericordia e Convivenza dove mettono l'accento sul lato spirituale.
« Il mese di Ramadan è anticonsumistico per eccellenza: si tratta di liberarsi dalle dipendenze artefatte e amplificate dalla società dei consumi, per diventare indipendenti e liberi dai bisogni superficiali, concentrandosi sui bisogni reali, elementari, dei poveri e indigenti che vivono privazioni quotidiane tutto l'anno. Lo scopo ultimo è quello di riuscire a controllare mente e corpo finalizzando l’attenzione solo sul ricordo di Dio», spiega Adel Laamane vicepresidente del centro di via Portogallo. Tema di questo Ramadan è la pace. «I nostri imam ribadiranno il messaggio di pace di cui l'Islam è portatore, nonostante le atrocità commesse in nome di Dio da pochi, ma pericolosi, fanatici» aggiungono i dirigenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google