Terra dei Padri, s’indaga sui telefoni accesi in zona
La Digos controlla le utenze telefoniche al momento del rogo in via Biondo Di fronte al Wiligelmo è apparsa una scritta anarchica in sintonia con l’agguato
3 MINUTI DI LETTURA
Una ricognizione a tutto campo sulle utenze telefoniche sotto la cella del ripetitore vicino a via Niccolò Biondo, al Villaggio Artigiano, al momento dell’agguato incendiario. Questa la pista seguita dalla Digos di Modena nell’indagine, tutta in salita, per individuare l’autore o gli autori del rogo incendiario che ha distrutto il circolo di estrema destra Terra dei Padri.
Per ora non ci sono novità sostanziali nelle indagini coordinate dalla Procura. Manca ogni rivendicazione diretta al gesto. Non esistono direzioni precise se non i “soliti sospetti”. Potrebbe essere stata una frangia antagonista oppure un “cane sciolto”.
Resta da spiegare invece la comparsa di una nuova scritta in sintonia con l’accaduto.
L’hanno notata ieri mattina gli studenti e gli insegnati del liceo scientifico Wiligelmo mentre entravano a scuola. “Unici stranieri i fascisti nei quartieri”, era scritto con vernice azzurra su un muro. Accanto alla scritta, la “A” cerchiata degli anarchici. Una scritta tracciata nella notte successiva all’agguato che potrebbe semplicemente sostenere il gesto violento, potrebbe commentarlo ma potrebbe anche essere collegato.
La Digos ha preso nota e ha aggiunto anche questo elemento all’indagine, ma per ora non esiste nessun collegamento diretto tra incendio e scritta. La scritta, però, va inquadrata sicuramente in una lunga serie di altre scritte contro il circolo di estrema destra. Tante ne sono state tracciate poco prima dell’inaugurazione, in gennaio, e anche dopo. E al momento dell’apertura, tra le contestazioni dirette di antifascisti e frange della sinistra modenese, sono arrivate anche alcune telefonate anonime al proprietario dello stabile. Una di queste, ha riferito il presidente del circolo Fabio De Maio, diceva proprio: «Ti bruceremo il capannone». Una minaccia esplicita che ora si è realizzata. Le tensioni erano poi cresciute recentemente con il concerto di un gruppo neonazista, Acciaio Vincente, che ha suonato sabato scorso alla Terra dei Padri dopo timori, polemiche e una mozione del Consiglio comunale che criticava la scelta. Anche questo aspetto potrebbe risultare importante per le indagini.
Per il resto, non sono rimaste immagini della videosorveglianza del circolo: il calore del rogo ha distrutto l’hard disc. E per ora non ci sono testimoni oculari. Intanto De Maio e gli associati del circolo non si sono persi d’animo e hanno già organizzato per oggi un incontro nella sede bruciata. Ovviamente si terrà davanti, nel cortile. È previsto l’incontro alle 17.30 con Gianfranco Stella, autore del libro “I grandi killer della liberazione”. Seguirà una cena sociale il cui ricavato servirà a ripristinare il circolo.
Si legge in un posti della Terra dei Padri: «Pubblichiamo il numero di conto corrente dove poter versare contributi di solidarietà per la vigliaccata teppista e sinistra che ci ha colpito: Banca Popolare dell’Emilia Romagna Iban: IT98Y0538712902000002462553 - intestato a La Terra dei Padri».
«Abbiamo già iniziato a ripulire e sistemare, per quanto possibile, i locali del circolo che ci hanno incendiato e che, comunque, riapre domani (sabato per chi legge). Le spese da sostenere saranno ingenti essendo andati distrutti tanti impianti e mobili, oltre all’annerimento di tutti i muri, pavimenti, infissi e arredi», concludono i soci del circolo.
Difficile per ora quantificare il danno. Nel corso dell’incendio sono andati rovinati numerosi libri esposti nel corso delle conferenze. Nel frattempo, sono in corso accertamenti statici per verificare le condizioni del piano superiore, rimasto annerito dal rogo.
Carlo Gregori
Per ora non ci sono novità sostanziali nelle indagini coordinate dalla Procura. Manca ogni rivendicazione diretta al gesto. Non esistono direzioni precise se non i “soliti sospetti”. Potrebbe essere stata una frangia antagonista oppure un “cane sciolto”.
Resta da spiegare invece la comparsa di una nuova scritta in sintonia con l’accaduto.
L’hanno notata ieri mattina gli studenti e gli insegnati del liceo scientifico Wiligelmo mentre entravano a scuola. “Unici stranieri i fascisti nei quartieri”, era scritto con vernice azzurra su un muro. Accanto alla scritta, la “A” cerchiata degli anarchici. Una scritta tracciata nella notte successiva all’agguato che potrebbe semplicemente sostenere il gesto violento, potrebbe commentarlo ma potrebbe anche essere collegato.
La Digos ha preso nota e ha aggiunto anche questo elemento all’indagine, ma per ora non esiste nessun collegamento diretto tra incendio e scritta. La scritta, però, va inquadrata sicuramente in una lunga serie di altre scritte contro il circolo di estrema destra. Tante ne sono state tracciate poco prima dell’inaugurazione, in gennaio, e anche dopo. E al momento dell’apertura, tra le contestazioni dirette di antifascisti e frange della sinistra modenese, sono arrivate anche alcune telefonate anonime al proprietario dello stabile. Una di queste, ha riferito il presidente del circolo Fabio De Maio, diceva proprio: «Ti bruceremo il capannone». Una minaccia esplicita che ora si è realizzata. Le tensioni erano poi cresciute recentemente con il concerto di un gruppo neonazista, Acciaio Vincente, che ha suonato sabato scorso alla Terra dei Padri dopo timori, polemiche e una mozione del Consiglio comunale che criticava la scelta. Anche questo aspetto potrebbe risultare importante per le indagini.
Per il resto, non sono rimaste immagini della videosorveglianza del circolo: il calore del rogo ha distrutto l’hard disc. E per ora non ci sono testimoni oculari. Intanto De Maio e gli associati del circolo non si sono persi d’animo e hanno già organizzato per oggi un incontro nella sede bruciata. Ovviamente si terrà davanti, nel cortile. È previsto l’incontro alle 17.30 con Gianfranco Stella, autore del libro “I grandi killer della liberazione”. Seguirà una cena sociale il cui ricavato servirà a ripristinare il circolo.
Si legge in un posti della Terra dei Padri: «Pubblichiamo il numero di conto corrente dove poter versare contributi di solidarietà per la vigliaccata teppista e sinistra che ci ha colpito: Banca Popolare dell’Emilia Romagna Iban: IT98Y0538712902000002462553 - intestato a La Terra dei Padri».
«Abbiamo già iniziato a ripulire e sistemare, per quanto possibile, i locali del circolo che ci hanno incendiato e che, comunque, riapre domani (sabato per chi legge). Le spese da sostenere saranno ingenti essendo andati distrutti tanti impianti e mobili, oltre all’annerimento di tutti i muri, pavimenti, infissi e arredi», concludono i soci del circolo.
Difficile per ora quantificare il danno. Nel corso dell’incendio sono andati rovinati numerosi libri esposti nel corso delle conferenze. Nel frattempo, sono in corso accertamenti statici per verificare le condizioni del piano superiore, rimasto annerito dal rogo.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
