Modena: Villaggio Giardino Tabaccheria di “Carlos”, si chiude dopo 50 anni
La tabaccheria di Strada Formigina abbassa la saracinesca con sorpresa: ispezione dell’Ufficio Igiene
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Una chiusura definitiva, ieri sera, dopo cinquant’anni di onorata attività per la tabaccheria-bar “Carlos” del Villaggio Giardino, cui si aggiunge la beffa di ultimi, inutili controlli senza dubbio vissuti co namara sopresa dai protagonisti.
Siamo in strada Formigina, presso lo storico edificio del “Bottegone” a fianco del campetto da calcio all’incrocio con via Cannizzaro: qui dal 1967 c’è il bar, tabaccheria e cartoleria di Carlo e Amelia Vezzali. Si tratta di uno dei più vecchi esercizi commerciali di Modena che ieri sera ha abbassato definitivamente le serrande. Giornata particolare, quindi quella di ieri, e un “singolare regalo” è arrivato dall’Ausl: un controllo molto approfondito da parte dell’ufficio igiene dell’Ausl. Il funzionario incaricato di controllare che in un negozio aperto al pubblico sia a norma ha svolto ieri con molta meticolosità il proprio lavoro. Questo nonostante Carlo e Amelia Cornia, che gestiscono il locale insieme ai figli Alessandro, Alessandra e Silvia, ieri non fossero al settimo cielo. «Chiudiamo - spiega il signor Carlo, 77 anni ben portati - dopo cinquant’anni di attività. Ho comprato e aperto prima il bar nel 1967 e dal 1971 ci ho affiancato la tabaccheria. Qui in quegli anni era praticamente tutta campagna, c’erano pochissime case oltre a questo ampio edificio chiamato Bottegone, mentre oggi siamo in una delle strade più trafficate della città. Qui ha lavorato tutta la mia famiglia e ora io lascio. Se riaprirà questo posto? Lo spero, finora ho delle offerte ma nessuno ha ancora decisio di acquistare questa licenza che all’epoca univa bar e tabaccheria. Oggi cosa piuttosto rara. Ora non saprò che fare». Carlo Vezzali in queste ore vede scorrersi davanti la vita intera come fosse un film: «Ho spesso male le gambe - dice insieme alla moglie - ma abbiamo lavorato bene. Mi vengono in mente i primi tempi che non è che fossero particolarmente duri. Oggi qui viene tanta gente e abbiamo anche avuto negli anni qualche brutta esperienza: in particolare 4 visite dei ladri, per fortuna tutte notturne».
«Ora faremo i pensionati e per me sarà complicato visto che a me piace stare in mezzo alla gente: sono più socievole di mio marito che è troppo serio», conclude Amelia. A peggiorare l’aria non proprio felice di persone che hanno passato l’intera loro vita a servire caffè e sigarette a tanti modenesi ci si è messa appunto anche l’Ausl. Ieri - con una casualità incredibile visto che l’ultima visita dell’ufficio igiene risaliva al 2009 - è arrivato il controllore dell’Ausl. Alla fine tutto in regola, ma ha controllato una per una tante macchine che i baristi avevano peraltro già spento visto che avrebbero chiuso dopo poche ore. Nessunamulta - sarebbe stata una beffa difficile da digerire - ma il funzionario ha chiesto molti documenti e visitato ogni centimetro dello storico negozio. Alla fine i gestori, stremati e tristi, hanno chiuso. Ora la zona, proprio dove a fine anni Sessanta ci fu anche l’omicidio di una vecchia tabaccaia, è un po’ più povera.
Stefano Luppi
Siamo in strada Formigina, presso lo storico edificio del “Bottegone” a fianco del campetto da calcio all’incrocio con via Cannizzaro: qui dal 1967 c’è il bar, tabaccheria e cartoleria di Carlo e Amelia Vezzali. Si tratta di uno dei più vecchi esercizi commerciali di Modena che ieri sera ha abbassato definitivamente le serrande. Giornata particolare, quindi quella di ieri, e un “singolare regalo” è arrivato dall’Ausl: un controllo molto approfondito da parte dell’ufficio igiene dell’Ausl. Il funzionario incaricato di controllare che in un negozio aperto al pubblico sia a norma ha svolto ieri con molta meticolosità il proprio lavoro. Questo nonostante Carlo e Amelia Cornia, che gestiscono il locale insieme ai figli Alessandro, Alessandra e Silvia, ieri non fossero al settimo cielo. «Chiudiamo - spiega il signor Carlo, 77 anni ben portati - dopo cinquant’anni di attività. Ho comprato e aperto prima il bar nel 1967 e dal 1971 ci ho affiancato la tabaccheria. Qui in quegli anni era praticamente tutta campagna, c’erano pochissime case oltre a questo ampio edificio chiamato Bottegone, mentre oggi siamo in una delle strade più trafficate della città. Qui ha lavorato tutta la mia famiglia e ora io lascio. Se riaprirà questo posto? Lo spero, finora ho delle offerte ma nessuno ha ancora decisio di acquistare questa licenza che all’epoca univa bar e tabaccheria. Oggi cosa piuttosto rara. Ora non saprò che fare». Carlo Vezzali in queste ore vede scorrersi davanti la vita intera come fosse un film: «Ho spesso male le gambe - dice insieme alla moglie - ma abbiamo lavorato bene. Mi vengono in mente i primi tempi che non è che fossero particolarmente duri. Oggi qui viene tanta gente e abbiamo anche avuto negli anni qualche brutta esperienza: in particolare 4 visite dei ladri, per fortuna tutte notturne».
«Ora faremo i pensionati e per me sarà complicato visto che a me piace stare in mezzo alla gente: sono più socievole di mio marito che è troppo serio», conclude Amelia. A peggiorare l’aria non proprio felice di persone che hanno passato l’intera loro vita a servire caffè e sigarette a tanti modenesi ci si è messa appunto anche l’Ausl. Ieri - con una casualità incredibile visto che l’ultima visita dell’ufficio igiene risaliva al 2009 - è arrivato il controllore dell’Ausl. Alla fine tutto in regola, ma ha controllato una per una tante macchine che i baristi avevano peraltro già spento visto che avrebbero chiuso dopo poche ore. Nessunamulta - sarebbe stata una beffa difficile da digerire - ma il funzionario ha chiesto molti documenti e visitato ogni centimetro dello storico negozio. Alla fine i gestori, stremati e tristi, hanno chiuso. Ora la zona, proprio dove a fine anni Sessanta ci fu anche l’omicidio di una vecchia tabaccaia, è un po’ più povera.
Stefano Luppi
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