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Picchia la moglie incinta di sette mesi davanti al figlio 

Picchia la moglie incinta di sette mesi davanti al figlio 

Concordia. Denunciato il 35enne che la vessava da tre anni È anche garante di un prestito di 5mila euro a sua insaputa

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CONCORDIA. La costringeva a subire violenza da tre anni. La aggrediva con le scuse più diverse: perché non aveva preparato bene il pranzo o perché la casa non era stata pulita adeguatamente. Lei ha trovato il coraggio per liberarsi di quel fardello che era diventato insopportabile e ha denunciato tutto ai carabinieri. Una donna di 29 anni si è così recata dai militari ai quali ha raccontato gli episodi di violenza di cui è stata vittima. E non ha avuto remore a dire che il bruto era il marito, connazionale nigeriano di 35 anni.
La donna, esausta di tutti gli anni di violenza, ha fornito ai carabinieri un’ampia documentazione clinica sugli episodi di cui è stata, suo malgrado, vittima. Entrando nel dettaglio, la 29enne ha esibito diversi referti compilati dagli ospedali di Carpi e di Mirandola, dove la donna si è rivolta per farsi medicare dopo le violentissime aggressioni fisiche e psicologiche visto che alle botte si affiancavano ance gli insulti verbali.
«Oggi non hai preparato un pranzo che mi soddisfi», diceva il 35enne alla moglie e dopo questa frase partivano le percosse. In molti casi, la donna veniva picchiata davanti al figlio della coppia di soli 3 anni e la violenza non si è mai fermata, neppure negli ultimi mesi, ossia da quando lei è incinta. Tra un paio di mesi partorirà, ma nel frattempo vivrà la gravidanza da sola. Il picchiatore è infatti stato denunciato per maltrattamenti e ora è ristretto in un una struttura con il divieto di avvicinamento alla donna.
Come se non bastasse, la vittima è finita al centro, sempre per colpa del marito, di una vertenza con la banca, che l’ha contatta proprio mentre lei si trovava in caserma per formalizzare la denuncia. L’istituto di credito l’ha informata che è proprio lei la garante di un prestito di 5mila euro accordato all’uomo. Una volta ritornata a casa, la donna ha chiesto spiegazioni su quell’operazione bancaria e lui si è giustificato: i soldi dovevano essere spediti in Nigeria a sostegno dei suoi genitori. La moglie ha quindi richiamato i carabinieri per raccontare anche del raggiro avvenuto a sua insaputa. (s.a.)

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