«Smaltire il cartongesso? Impossibile se non paghi»
di Alfonso Scibona
L’odissea di un cittadino: «È il residuo della demolizione in una casa privata In discarica non lo vogliono, dovrei sborsare 300 euro a una ditta specializzata»
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Leggi sempre contro i cittadini. Questa volta c’è lo sfogo di Paolo Cuoghi, un sassolese che sta cercando di smaltire un piccolo quantitativo di cartongesso, residuo di una parete che ha demolito in casa propria. «Sono davvero colpito dalle norme che regolano questo tipo di operazioni – racconta – perchè se è vero che posso andare in un qualsiasi supermercato specializzato, comprare delle pareti in cartongesso, caricarle in macchina, portarle a casa e collocarle dove mi serve; chiedo perchè al momento della dismissione, dopo aver demolito la parete che non mi serve più, nessuno mi consente di smaltire i rottami? E se dico nessuno, vuol dire che ho già cercato in diverse direzioni».
Ma non si è rivolto ad una delle discariche del nostro territorio? «Sono andato a chiedere – spiega - ho detto che avevo circa 200 chili di prodotto (ed alcuni metri di lana di roccia), ma ho avuto in risposta che questa tipologia di prodotto non è contenuta nelle tabelle dei materiali riciclabili facilmente e che nessuno poi sarebbe andato a prelevarli. Tra l’altro mi è anche stato detto testualmente “lei non può nemmeno portarcelo, ci vuole una ditta specializzata”. Ho spalancato gli occhi e mi sono detto se per caso avessi commesso un reato al momento dell’acquisto». Ma Cuoghi non demorde e si connette alla rete, cercando conforto. «Ho trovato alcune aziende che trattano questi materiali ma chiedono tanti soldi per il trasporto che deve essere effettuato in sicurezza. Per dirla tutta: circa 300 euro di spesa per portare in discarica 2 quintali di rottami e, sinceramente, mi sembrano troppi». Per quanto riguarda gli altri rottami della stessa demolizione in casa (in particolare la struttura zincata in alluminio) non ci sono stati problemi e tutto è stato accettato. Ma torniamo al tormentone. «Mi chiedo che strada intraprendere – dice ancora avvolto nel dubbio Cuoghi – per restare nel campo della legalità e non voler gettare tutto in un cassonetto, come qualcuno, stoltamente, mi ha suggerito. Non ci dovrebbero essere delle possibilità per coloro che hanno intenzione di fare queste operazioni in correttezza? Possibile che in Italia il cittadino debba sempre essere costretto a percorsi tortuosi se vuole bene all’ambiente? Resto davvero dubbioso ma nello stesso tempo spero che anche il mio civile sfogo attraverso i media serva ad illuminare qualcuno ed a farmi sapere come posso fare. Resto in attesa perchè non farò mai un gesto contrario ai miei principi gettando tutto in un qualche posto fuori città».
Ma non si è rivolto ad una delle discariche del nostro territorio? «Sono andato a chiedere – spiega - ho detto che avevo circa 200 chili di prodotto (ed alcuni metri di lana di roccia), ma ho avuto in risposta che questa tipologia di prodotto non è contenuta nelle tabelle dei materiali riciclabili facilmente e che nessuno poi sarebbe andato a prelevarli. Tra l’altro mi è anche stato detto testualmente “lei non può nemmeno portarcelo, ci vuole una ditta specializzata”. Ho spalancato gli occhi e mi sono detto se per caso avessi commesso un reato al momento dell’acquisto». Ma Cuoghi non demorde e si connette alla rete, cercando conforto. «Ho trovato alcune aziende che trattano questi materiali ma chiedono tanti soldi per il trasporto che deve essere effettuato in sicurezza. Per dirla tutta: circa 300 euro di spesa per portare in discarica 2 quintali di rottami e, sinceramente, mi sembrano troppi». Per quanto riguarda gli altri rottami della stessa demolizione in casa (in particolare la struttura zincata in alluminio) non ci sono stati problemi e tutto è stato accettato. Ma torniamo al tormentone. «Mi chiedo che strada intraprendere – dice ancora avvolto nel dubbio Cuoghi – per restare nel campo della legalità e non voler gettare tutto in un cassonetto, come qualcuno, stoltamente, mi ha suggerito. Non ci dovrebbero essere delle possibilità per coloro che hanno intenzione di fare queste operazioni in correttezza? Possibile che in Italia il cittadino debba sempre essere costretto a percorsi tortuosi se vuole bene all’ambiente? Resto davvero dubbioso ma nello stesso tempo spero che anche il mio civile sfogo attraverso i media serva ad illuminare qualcuno ed a farmi sapere come posso fare. Resto in attesa perchè non farò mai un gesto contrario ai miei principi gettando tutto in un qualche posto fuori città».
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