«Alla Cittadella solo uffici e professionisti»
Dopo la lettera al Papa dei residenti di via Vecchi, la risposta degli operatori Caritas e del consultorio
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Attività legate a uffici per quanto riguarda la Caritas e a professionisti che riceveranno nella nuova struttura coppie, famiglie o singoli con problematiche legate alle materie di cui si occupa il consultorio.
Gli operatori che lavoreranno presso la Cittadella della Carità tra le vie Vecchi e Mozart, in questi giorni al centro di un’accesa polemica da parte dei residenti che hanno scritto anche al Papa per bloccarne la costruzione, si aprono al dialogo nei confronti dei cittadini del quartiere. E spiegano quali sono le esigenze che soddisferà la Cittadella.
La struttura, negli spazi interni, ospiterà al piano terra la sede della Caritas diocesana, il Consultorio familiare e una cappella aperta al pubblico intitolata a Odoardo Focherini; al piano superiore, una struttura di prima accoglienza pensata per i per padri separati, che prevede sei posti letto.
«Le nostre attività si sposteranno alla Cittadella della carità - spiega Benedetta Rovatti della Caritas - Attualmente, la nostra sede è in via Catellani e qui avviamo progetti che poi cerchiamo di portare avanti grazie all’ausilio di donatori, Centro d’ascolto e Porta Aperta. Tra queste, c’è anche il servizio civile di cui sono protagonisti una decina di giovani. La novità, rispetto a quanto facciamo già, è l’accoglienza dei padri separati. Saranno sei i posti disponibili: un numero contenuto perché vogliamo evitare l’”effetto dormitorio”. Intendiamo, invece, accogliere in modo personalizzato ogni singola persona che verrà ospitata e accompagnata in un cammino verso l’autonomia. Nella nostra analisi di bisogni del territorio ci siamo accorti che rimaneva da colmare l’esigenza dei padri separati che non sempre sono tutelati». Le attività della Caritas in via Mozart, quindi, non includeranno la distribuzione di pacchi alimentari che avvengono, invece, attraverso Porta Aperta e le Caritas parrocchiali.
Alla Cittadella della carità arriverà anche il consultorio. «Ora occupiamo i locali della parrocchia di San Francesco - aggiunge suor Maria Bottura, referente del consultorio - Prestiamo consulenze di gruppi di psicologi e psicoterapeuti in sostegno a coppie, famiglie e singoli che si trovano a vivere difficoltà. Le richieste ricevute finora sono una ventina: si va dai problemi di coppia, a problemi educativi» conclude suor Maria Bottura. (s.a.)
Gli operatori che lavoreranno presso la Cittadella della Carità tra le vie Vecchi e Mozart, in questi giorni al centro di un’accesa polemica da parte dei residenti che hanno scritto anche al Papa per bloccarne la costruzione, si aprono al dialogo nei confronti dei cittadini del quartiere. E spiegano quali sono le esigenze che soddisferà la Cittadella.
La struttura, negli spazi interni, ospiterà al piano terra la sede della Caritas diocesana, il Consultorio familiare e una cappella aperta al pubblico intitolata a Odoardo Focherini; al piano superiore, una struttura di prima accoglienza pensata per i per padri separati, che prevede sei posti letto.
«Le nostre attività si sposteranno alla Cittadella della carità - spiega Benedetta Rovatti della Caritas - Attualmente, la nostra sede è in via Catellani e qui avviamo progetti che poi cerchiamo di portare avanti grazie all’ausilio di donatori, Centro d’ascolto e Porta Aperta. Tra queste, c’è anche il servizio civile di cui sono protagonisti una decina di giovani. La novità, rispetto a quanto facciamo già, è l’accoglienza dei padri separati. Saranno sei i posti disponibili: un numero contenuto perché vogliamo evitare l’”effetto dormitorio”. Intendiamo, invece, accogliere in modo personalizzato ogni singola persona che verrà ospitata e accompagnata in un cammino verso l’autonomia. Nella nostra analisi di bisogni del territorio ci siamo accorti che rimaneva da colmare l’esigenza dei padri separati che non sempre sono tutelati». Le attività della Caritas in via Mozart, quindi, non includeranno la distribuzione di pacchi alimentari che avvengono, invece, attraverso Porta Aperta e le Caritas parrocchiali.
Alla Cittadella della carità arriverà anche il consultorio. «Ora occupiamo i locali della parrocchia di San Francesco - aggiunge suor Maria Bottura, referente del consultorio - Prestiamo consulenze di gruppi di psicologi e psicoterapeuti in sostegno a coppie, famiglie e singoli che si trovano a vivere difficoltà. Le richieste ricevute finora sono una ventina: si va dai problemi di coppia, a problemi educativi» conclude suor Maria Bottura. (s.a.)
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