Modena, il magistrato Gratteri ai giovani «Puntate su agricoltura e turismo»
«Siate dei bravi studenti, siatelo ora, altrimenti sarete fregati dagli adulti».Non poteva dare una strigliata più pungente, Nicola Gratteri, Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di...
MODENA. «Siate dei bravi studenti, siatelo ora, altrimenti sarete fregati dagli adulti».
Non poteva dare una strigliata più pungente, Nicola Gratteri, Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, ai tanti studenti dell’Istituto tecnico Economico “Barozzi” assiepati nell’aula magna per ascoltare il magistrato calabrese più esposto nella lotta alla criminalità mafiosa, intervenuto assieme ad Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, autori entrambi del libro “Padrini e Padroni. Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente” e alla preside Lorella Marchesini.
Stimolati dalle domande del conduttore Pierluigi Senatore, giornalista di Radio Bruno, i due relatori hanno tratteggiato le vie della droga, con momenti anche drammatici che hanno colpito la sensibilità dei ragazzi, alcuni sconvolti dalla constatazione visiva, offerta da un video girato da Gratteri tra le piantagioni di cocaina in Amazzonia, di come le sostanze «che arrivano anche qui a Modena dove molti di voi le comprano» siano intrise di ogni genere di sostanza rivoltante usata per la raffinazione: dal kerosene al cemento, dall’acetone («quello che voi ragazze usate per toglieere lo smalto dalle unghie») all’urina di maiale.
Altri sono rimasti sconvolti dalla narrazione dei momenti drammatici trascorsi dal magistrato Gratteri con i ragazzi di San Patrignano, caduti nella trappola della droga, leggera e pesante, una distinzione inesistente, ribadisce a questo proposito il magistrato; perché l’uso della prima conduce quasi sempre all’abuso delle seconda, «fino ad impadronirsi della vita di tanti giovani come quei ragazzi ai quali ho parlato tenendo alto lo sguardo poiché non riuscivo a guardare i loro occhi, ragazzi che ora mi incitano a dirlo ai tanti studenti che incontro in giro per l’Italia dedicando le mie ferie a questa che è diventata una missione».
Perché - è il concetto che il magistrato ha cercato di far comprendere ai ragazzi -combattere la ‘Ndrangheta, padrona assoluta del mercato della droga, significa anche parlare ai giovani che non conoscono le dinamiche di un fenomeno sottovalutato e che si sta impossessando del tessuto modenese. Molte le domande degli studenti, con richiesta di delucidazioni sulla differenza tra mafia e ndrangheta, o sulle recenti retate contro i clan che intercettano e s’impadroniscono dei milioni stanziati per la prima accoglienza dei migranti. «Ma cosa possiamo fare noi studenti?», chiede infine uno di loro dalla platea.
«Voi potete fare moltissimo, dovete studiare», risponde il magistrato Gratteri, che a questo punto ha tralasciato il suo ambito di lavoro per fornire ai ragazzi alcune lezioni di vita, in particolare su quello che sarà il loro futuro. «Il vostro futuro si sta decidendo ora, mentre siete a scuola. Ed è dunque nelle vostre mani. Supererete un concorso pubblico, tra qualche anno, se avrete studiato ora. Sappiate che se non imparate l’italiano, sarete fuori mercato. E se andrete all’università, se prenderete una votazione inferiore ai 20 trentesimi agli esami vi consiglio di lasciar perdere e di cambiare mestiere. - ha aggiunto - Laurearsi quattro anni fuori corso farà di voi dei depressi a vita. Scegliete studi legati all’agricoltura e al turismo, che saranno il futuro di questo paese. L’informatica già inizia a non dare più sbocchi. Fate gli idraulici, gli elettricisti. In ogni caso cercate anche di fare una cosa grande: dedicate del tempo ogni quindici giorni, agli anziani ricoverati nei reparti di geriatria».
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