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Modena, la rabbia di Anna non può comprarsi le tele per dipingere

Modena, la rabbia di Anna non può comprarsi le tele per dipingere

L’artista “Fap”, 81 anni, vive in città in condizioni disagiate il suo principale rammarico è di non permettersi tele e colori

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MODENA. Ha 81 anni, centinaia di quadri firmati, più di 130 premi vinti ed una pensione minima. Sono questi i numeri di Anna Paola Fagiolo, in arte Fap. Pittrice del Novecento riconosciuta a livello nazionale ed europeo, i suoi dipinti hanno ottenuto commenti positivi da parte di critica e pubblico. Tra i riconoscimenti più significativi, nel 1994 Anna ha ricevuto il Premio Quadriennale di Roma. L’anno dopo ha vinto il Premio Biennale di Venezia. La critica ha così motivato il riconoscimento: “Pittrice di trasfigurazioni e metamorfosi, trova nel colore nuove forme e calcolate emozioni oltre i confini del reale”. Numerosi altri sono i premi legati alla sua carriera artistica, ma Anna non ha abbastanza soldi per poterli ritirare. «Ora vivo solo di soddisfazioni» ha commentato. Nata a Roma nel luglio del ’36, l’artista vive a Modena da più di quarant’anni. «Ho sposato un imprenditore modenese, - racconta l’intervistata - ma mi sono trasferita qui per l’arte. Tutta la critica era qui». Sette anni fa, un incidente quasi mortale in motorino ha segnato l’inizio di numerosi problemi: «Ho subito un trauma cranico ed ho perso la memoria. Quando mi sono ripresa mi sono ritrovata con bollette non pagate e altre spese che durante quel periodo si erano accumulate. È da lì che sono iniziate le mie difficoltà economiche. Mio marito dichiarava molto meno di ciò che guadagnava, quindi ora vivo con la pensione minima». Ora è aiutata dalla Onlus Solidarietà Nazionale Modena, che sta cercando di organizzare un’esposizione a San Cesario.


«La mia rabbia è per l’arte. Non riesco a comprare le tele, i compensati o i le tempere, gli acrilici, i colori a olio…». Figlia dell’artista Francesco Fagiolo, Anna ha iniziato a dipingere grazie al padre. Traspone su tela i suoi “paesaggi interiori”, rappresentazioni astratte del subconscio, e lo fa attraverso un contatto diretto con i materiali: «Mi hanno definita un’artista “preistorica”, perché dipingo con le mani. Non ho mai usato un pennello».
La sua arte, ha spiegato lei, è guidata da una forza spirituale che passa proprio dalle sue dita. «Le mie mani hanno un’energia e quando le poggio sulla tela la sprigionano. Ho uno spirito guida che le conduce. Se lui tace io non riesco a dipingere».
Uno dei suoi quadri più famosi ed apprezzati è “L’uccello del Paradiso”. La sua nascita è stata travagliata, racconta Anna: «È un quadro che ha avuto molti impedimenti. Non riuscivo a dipingerlo, lo spirito guida non voleva che nascesse». La tela è conservata, con numerose altre, a Torre S. Susanna, in Puglia, nella casa di uno dei suoi tre figli.
Eleonora Degoli

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