Cinque anni dopo il sisma riapre il Palazzo Vescovile
Taglio del nastro insieme ai bambini della scuola “Figlie della Provvidenza” Restaurati affreschi, pavimentazioni e coperture. Riscoperti fregi nascosti
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Ha inaugurato ufficialmente ieri il Palazzo Vescovile, riaperto esattamente a cinque anni di distanza da quelle scosse che, nel 2012, l’avevano pesantemente danneggiato.
Ieri mattina, nel corso di un evento riservato, il vescovo Francesco Cavina ha accolto un parterre di ospiti, tra i quali il vicesindaco Simone Morelli, il vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, il notaio Paolo Vincenzi, oltre naturalmente a Claudio Saraceni della Garc, ditta che si è occupata dei lavori insieme ad Alchimia. Il taglio del nastro è stato accompagnato da un’esibizione con il flauto di due quinte della scuola “Figlie della Provvidenza” di Santa Croce, accompagnate dalla direttrice, suor Rosaria Guidetti. I bambini hanno suonato nel giardino del Vescovado: l’intenzione è quella di trasformare questo spazio del Palazzo in un luogo dove ambientare concerti.
All’inaugurazione è stato portato anche un cesto di verdure proveniente dall’orto del vescovo per ricordare il progetto con cui si distribuiscono sporte alimentari.
Il Palazzo Vescovile rappresenta uno scrigno ricco di tesori artistici. Come il quadro di Orazio Sammacchini, discepolo del Carracci, di fine 1500, che adorna lo studio vescovile. All’interno del Palazzo, poi, sono stati scoperti i colori originali alle pareti, che risalgono al Settecento, ha dichiarato il vescovo Francesco Cavina. Questo in particolare nell’anticamera e nella cappella, dove questi fregi erano stati ricoperti da una tappezzeria. «Addirittura abbiamo ritrovato l’altare originale della cappella che risale al 1600» ha proseguito il presule. Completamente risistemata dopo il sisma anche la Loggetta del 1400, la parte più antica, dove c’è un ingresso che conduce alla Cattedrale: qui, dopo le scosse, il soffitto era gravemente compromesso. È stato possibile riscoprire parte di questi tesori grazie al all’8 per mille della Conferenza Episcopale italiana.
«È stato un onore riportare all’antico splendore questo gioiello architettonico - ha dichiarato Claudio Saraceni di Garc - I lavori hanno interessato le strutture portanti, le coperture, l’impiantistica, i solai, le pavimentazioni e gli affreschi».
Serena Arbizzi
Ieri mattina, nel corso di un evento riservato, il vescovo Francesco Cavina ha accolto un parterre di ospiti, tra i quali il vicesindaco Simone Morelli, il vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, il notaio Paolo Vincenzi, oltre naturalmente a Claudio Saraceni della Garc, ditta che si è occupata dei lavori insieme ad Alchimia. Il taglio del nastro è stato accompagnato da un’esibizione con il flauto di due quinte della scuola “Figlie della Provvidenza” di Santa Croce, accompagnate dalla direttrice, suor Rosaria Guidetti. I bambini hanno suonato nel giardino del Vescovado: l’intenzione è quella di trasformare questo spazio del Palazzo in un luogo dove ambientare concerti.
All’inaugurazione è stato portato anche un cesto di verdure proveniente dall’orto del vescovo per ricordare il progetto con cui si distribuiscono sporte alimentari.
Il Palazzo Vescovile rappresenta uno scrigno ricco di tesori artistici. Come il quadro di Orazio Sammacchini, discepolo del Carracci, di fine 1500, che adorna lo studio vescovile. All’interno del Palazzo, poi, sono stati scoperti i colori originali alle pareti, che risalgono al Settecento, ha dichiarato il vescovo Francesco Cavina. Questo in particolare nell’anticamera e nella cappella, dove questi fregi erano stati ricoperti da una tappezzeria. «Addirittura abbiamo ritrovato l’altare originale della cappella che risale al 1600» ha proseguito il presule. Completamente risistemata dopo il sisma anche la Loggetta del 1400, la parte più antica, dove c’è un ingresso che conduce alla Cattedrale: qui, dopo le scosse, il soffitto era gravemente compromesso. È stato possibile riscoprire parte di questi tesori grazie al all’8 per mille della Conferenza Episcopale italiana.
«È stato un onore riportare all’antico splendore questo gioiello architettonico - ha dichiarato Claudio Saraceni di Garc - I lavori hanno interessato le strutture portanti, le coperture, l’impiantistica, i solai, le pavimentazioni e gli affreschi».
Serena Arbizzi
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